Barbara Berlusconi: “Mio papà mi ha convinto ad entrare nel Milan con un sorriso. E lo stadio nuovo si deve fare”

Barbara Berlusconi, figlia del leggendario presidente del Milan, si è confidata alla Gazzetta dello Sport. I temi più interessanti.

San Siro posto del cuore: “Ovviamente sì. Ogni volta che entravamo insieme, lui si emozionava e si trasformava. La prima volta? Ero piccola, avrò avuto 6 anni. Ricordo il frastuono, i colori, la sua mano sulla mia spalla. Mi spiegava ogni dettaglio, come se mi stesse facendo entrare in un mondo magico“.

Come è entrata nel Milan: “Con un sorriso e con queste esatte parole, che ricordo come fosse ieri: ‘Hai il cuore rossonero, ora ho bisogno che tu ci metta anche la testa’. È stato un passaggio naturale, come se avessimo sempre saputo che prima o poi avremmo condiviso anche questo“.

Cosa ha lasciato Berlusconi al Milan: “Una filosofia di gioco, un’identità vincente, un modo di stare in campo che ha cambiato la storia. Ma soprattutto ha lasciato un’eredità emotiva: il Milan del cuore“.

Il nuovo stadio: “Il dibattito non può più essere se fare o non fare lo stadio. Si deve fare. Rimanere a San Siro non è più un’opzione. Non ci sono alternative se si vuole tenere il passo con i grandi club europei. Sono felice di aver posto il problema dieci anni fa. Allora i tempi non erano maturi, ma ora avverto un nuovo clima positivo. Finalmente amministrazione comunale e club dialogano in maniera costruttiva. Nella mia mente in realtà erano maturissimi. Il nuovo stadio sarebbe servito già vent’anni fa, altro che dieci. Credo non fossero maturi in termini di percezione collettiva, è stato questo che per me ha un po’ sabotato quel progetto. Io ci credevo molto, era un progetto che a tutt’oggi secondo me resta di grande interesse, a partire dalla collocazione e dalla riqualificazione del quartiere. Ancora oggi faccio molta fatica a capire perché le istituzioni e il Comune sono stati così restii a portare avanti il cambiamento. Se la cosa fosse andata a buon fine ne avrebbe beneficiato non solo il Milan, ma anche l’Inter“.
 

I no alla distruzione di San Siro per affetto: “Bisogna guardare al futuro. Milano ha sempre sacrificato una parte della propria storia e conformazione urbanistica in nome del progresso e della modernità. Per questo Milano è la città che è oggi. È una struttura fatiscente. Chi frequenta il 3° e il 2° anello lo sa bene. Seggiolini piccoli e scomodi, rampe faticose. Bar e servizi igienici non all’altezza, corridoi affollati che impediscono il movimento. La struttura vive solo per i 90′ della gara ed è un luogo desolato per gran parte della settimana. Con un progetto nuovo si svilupperebbe pure il quartiere“.

Niente ristrutturazione: “No, perché è antieconomico. Sotto la mia direzione l’abbiamo in parte già ristrutturato in occasione della finale di Champions. Ma non basta. Non bisogna avere paura del futuro, né vivere nel passato in una sorta di decrescita felice solo italiana“.

Stadio fuori Milano: “Per me lo stadio deve essere costruito in città, ma se non si può fare altrimenti va bene anche fuori dal centro urbano. L’essenziale è che sia un impianto nuovo“.

I due Club del cuore: “Mi spiace molto, ma sono fiduciosa per la prossima stagione. Milan e Monza sono nel mio cuore. Non voglio svicolare dalla domanda ma, come noto, non me ne occupo personalmente“.

Silvio Berlusconi (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
Silvio Berlusconi (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
 
 

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