Gennaio da incubo, febbraio (quasi) perfetto. Il Milan inverte la propria rotta che sembrava potesse portare alla deriva e lo fa con un accorgimento tattico che prima doveva essere un semplice assestamento ma che poi è diventato una vera e propria risorsa. Quella difesa a tre che spaventava molti ha rappresentato la svolta dopo i disastri Supercoppa, Lazio e Sassuolo. Dodici gol subiti in tre partite, di media quattro a gara. Uno score horror non da Milan. Non da campioni d’Italia. Non da squadra che può andare a giocarsi lo scudetto con il Napoli.
E infatti dopo questi risultati l’obiettivo è cambiato, si è ridimensionato. Una corsa Champions riaperta e che durerà fino alla fine. Ora anche il risultato – che dovrebbe essere – minimo è stato rimesso in discussione. Il tutto per colpa di un mese infausto che però sembra essere stato messo alle spalle.
Il febbraio del Milan non si apre nel migliore dei modi ma si apre con quella che è stata la svolta tattica per le gare successive. Piazzare un muro di tre difensori davanti al portiere ha creato più compattezza e formato una sorta di bunker in quella zona di campo che veniva sistematicamente penetrata. Oltre al cambio tattico anche il cambio di interpreti, finora significativo. Thiaw in, Calabria out. Bastava questo?
BASTAVA TOGLIERE CALABRIA? A PENSAR MALE…
A pensar male spesso si fa peccato ma a volte ci si indovina. Proverbio sempre attuale che potrebbe riassumere la scelta di Pioli. Il destino a volte sa essere proprio beffardo. Il tabellino del Milan nelle ultime quattro partite segna quattro vittorie, tutte senza subire gol e tutte senza Calabria in campo. Di queste partite il capitano ha disputato solo gli ultimi minuti della sfida con il Torino. Poi la panchina in Champions e l’infortunio muscolare delle ultime settimane. Di certo non è stata e non sarà mai tutta colpa sua ma chi vuole pensar male ne è legittimato dai risultati.
E il nuovo assetto forse non lo aiuterà. L’abolizione del ruolo del terzino ha favorito Saelemaekers e soprattutto Messias (due gol nelle ultime due in cui è partito titolare), ci sarà Florenzi anche lui pronto al rientro e Dest che però al momento sembra fuori dal progetto. E Calabria? Quando tornerà ci sarà abbondanza. Tanta. In quattro (cinque con Dest) si giocheranno una maglia.
Il ruolo di esterno destro che ha cambiato caratteristiche potrebbe concedere sempre meno spazio al capitano. Un’incognita che racchiude in sé quella che è stata la carriera di Calabria. Alti e bassi che ne hanno condizionato rendimento e forma fisica. Questa volta senza aver fatto nulla di particolare si ritrova in un limbo dal quale sarà curioso capire come ne uscirà. Da capitano? Presto, molto presto, lo scopriremo.


