Alcune indiscrezioni di questi giorni avevano portato all’attenzione “il potere di firma” del nuovo Amministratore Delegato del Milan rispetto a quel che si riteneva avesse Giorgio Furlani lo scorso anno. I rumor infatti suggerivano che Massimo Calvelli potesse autonomamente siglare accordi fino a 50 milioni, mentre Furlani “solo” 30.
Quest’oggi tuttavia Cardinale ha optato per esporsi in prima persona per sottolineare che qualsiasi euro speso dal club viene speso sotto la sua supervisione e previa sia approvazione. Il patron di RedBird sta dando continuità nel porsi al centro del villaggio e dopo aver fatto da maestro di cerimonie alla presentazione di Amorim a Milanello, le dichiarazioni di poche ora fanno sostanzialmente il paio.
Un’inversione di tendenza non facile da pronosticare. Dopo anni di apparente distacco dall’ambiente Milan, questo atteggiamento rappresenta un’importante novità. Durante la gestione di questo corso rossonero, il proprietario in media si era fatto vedere 3-4 volte a stagione e mai con questa autorevolezza.
Dal punto di vista dell’operatività e del punto di vista comunicativo siamo di fronte ad una reale rivoluzione. In molti pretendevano commitment da parte di Cardinale, quell’impegno che a parole era solito dichiarare dai suoi uffici americani ma che troppe poche volte si era visto nel pratico a Milano.
Qualcuno sta leggendo questo cambio di comportamento una sorta di mea colpa ex post. La sensazione è che quest’anno non occorrerà immaginare cosa pensa la proprietà, forse finalmente si potrà capire nel day by day potendolo chiedere al diretto interessato. Un’inversione sicuramente tardiva ma comunque apprezzabile. Che una proprietà di prenda le sue responsabilità al giorno d’oggi non è né scontato né banale. Serve coraggio per aver ed esporre le proprie idee.


