Sarà una calda, lunga – ma non poi così tanto -, decisiva – quello sicuramente -, estate dalle parti di Casa Milan. L’ultimo giorno di scuola è alle porte, poi sarà tempo di saluti, di bilanci, di riflessioni ma non di vacanze. Almeno non per i dirigenti rossoneri che avranno tanto su cui lavorare nei mesi estivi per non far rimanere il Milan in un limbo che rischia di essere la nuova casa ed il nuovo ambiente che contornerà via Aldo Rossi.
Un limbo di mediocrità come può chiamarlo qualcuno. Una fase di stasi come intona qualcun altro. Una situazione deleteria per i tifosi, possiamo intitolare noi. Gli obiettivi e le ambizioni rossonere infatti dovranno essere in linea con quelli del popolo milanista. Un popolo che ha smesso di cantare da qualche settimana e che riprenderà solo per omaggiare chi andrà via ma che poi re-imboccherà la strada del silenzio e della contestazione semmai le aspettative non dovessero essere rispettate. Anche qui l’estate si preannuncia caldissima.
ALLENATORE
Il primo step è l’allenatore. Un punto cardine da cui partire per costruire, o meglio, ricostruire il Milan del futuro. Uno step non banale che merita la concentrazione, il lavoro ed il focus degni per scegliere la persona giusta a cui affidare il nuovo Milan. La contestazione dopo aver appreso la prima – eventuale – scelta Lopetegui è stata significativa: i tifosi vogliono un nome altisonante. Poco importa se non in linea con quelli che sono i dettami societari (che poi, quali sono?), per una volta il tifoso rossonero vuole sognare in grande anche sulla panchina.
Basta scommesse, basta nomi con poca esperienza al seguito e basta percentuali di successo e insuccesso, serve una figura carismatica, preparata, di esperienza e soprattutto che abbia poca, pochissima, possibilità di fallire. Il fallimento infatti non è contemplato. In nessun campo, figuriamoci al Milan.
MERCATO
Dalla scelta dell’allenatore poi passerà gran parte del mercato estivo. Dai ruoli fino alle caratteristiche dei nuovi protagonisti che vestiranno quella maglia che è tornata a strisce rossonere e che mai come il prossimo anno dovrà brillare. Dalla difesa all’attacco, passando per il centrocampo, ogni reparto dovrà essere quantomeno ritoccato. Non di certo una rivoluzione ma poco ci manca. Sostituire Kjaer e Giroud non sarà facile, rimpiazzare – dopo due anni – Kessie sarà necessario, provare a riassestare una difesa che sembra fare acqua da tutte le parti è obbligatorio. Lo schema è questo, la dirigenza dovrà metterlo in pratica per non far rimpiangere niente e nessuno.
Un altro punto che passerà dal mercato sono le cessioni, quelle famose cessioni eccellenti per ripianare il bilancio, di cui il Milan non ha bisogno ma che quasi sicuramente spunteranno fuori. Le offerte per i big infatti arriveranno, bravi dovranno essere in società prima a respingerle e poi, se dovessero essere così irrinunciabili (per qualcuno possiamo anche parlare di almeno tre cifre), colmare l’assenza per non abbassare e anche di tanto il livello ed il valore della rosa.
COLMARE IL GAP
E a proposito di colmare, il divario con l’Inter è sempre più ampio. Il 20esimo scudetto nerazzurro con annessa seconda stella non è stato ancora digerito e probabilmente non lo sarà per molto tempo. Una manifesta superiorità che dovrà prima o poi finire e per mettere la parola fine serviranno entrambi i punti elencati sopra. Dall’allenatore ai giocatori, tutti uniti verso un obiettivo. Il Milan deve al più presto riavvicinarsi all’Inter e, come per ogni cosa, meglio prima che poi.
Tutto passerà da questa estate. È questo l’anno zero del Milan. Per ricominciare. Per ripartire. Per capire le ambizioni rossonere basteranno i prossimi tre mesi. I tifosi ci sperano, altrimenti si faranno sentire.


