Ancelotti a RSI: “La finale di Atene è stata un segno del destino. Inzaghi leggeva le giocate come nessun altro”

L’ex rossonero Carlo Ancelotti ha rilasciato una lunga intervista a RSI in cui ha parlato anche del suo periodo al Milan come allenatore. Queste le sue parole.

Sulla finale di Manchester con la Juventus: “Nella finale del 2003 ho mandato ai tiri di rigore tre difensori che erano Serginho, Kaladze e Nesta perché non ne trovavo altri. Vero anche che avevo tolto Pirlo e Rui Costa ma non è stato semplice trovare cinque tiratori. Cosa che ho trovato nel 2005, tutti bravi solo che c’era Dudek, anche se con le regole di oggi si sarebbero tirati di nuovo tutti i rigori”.

Sulla finale di Istanbul: “Ho fatto i complimenti ai giocatori per quello che avevano fatto, ribadisco il concetto che gli inglesi non mollano mai e che sarebbe stato importante fare bene l’inizio della seconda parte. Poi è successo quello che è successo. Noi il secondo tempo lo iniziamo bene, ha avuto una palla Shevchenko e si poteva andare 4-0, poi ci sono stati sei minuti di follia, dopo però abbiamo ricominciato e abbiamo fatto bene. Tra tutte le finali giocate dalle mie squadre, quella a livello tecnico è la finale migliore”.

Sulla semifinale contro il Manchester United del 2007: “In quella di andata il gol finale dello United cambia un po’ la preparazione psicologica del ritorno perché eravamo costretti a vincere e il Manchester era consapevole che aveva un piccolo vantaggio. Non ho comunque preso la sconfitta come una cosa troppo negativa”.

Su Pippo Inzaghi: “Gol contro il Bayern? Quando hai un giocatore che ha fatto 50 gol nella competizione e poi hai un altro come Gilardino, più giovane, che stava meglio di Inzaghi ma aveva fatto 2-3 gol, mi sono fidato della statistica e di come i due potevano arrivare alla partita. Meno gol col VAR? Non lo so, per te è un grande talento? Per me mentalmente sì, poi tecnicamente è scarso. Leggeva situazioni e smarcamenti come nessun altro. Ha fatto più di 300 gol ma credo che a più di un tocco non ne ha fatti più del 10%”.

Sul suo primo gol in finale con il Liverpool: “Potrei dirti che era uno schema preparato ma non è verp. Pirlo che tira addosso ad Inzaghi… Pensa che era successo anche in un derby mesi prima. Invece il secondo gol, quello con l’assist di Kaká, era uno schema preparato. Chiusura di un cerchio dopo Istanbul? Sì, era un segno del destino”.

Filippo Inzaghi (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
Filippo Inzaghi (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)

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