Dopo otto gare stagionali, sei di campionato e due in Europa League, abbiamo imparato che per Amorim i punti fissi sono davvero pochi. I media sopratutto stranieri avevano dipinto il tecnico portoghese come un allenatore molto chiuso nelle sue idee, ma se c’è qualcosa di chiaro è che sia invece aperto a scoprire.
Abbiamo già osservato almeno quattro moduli diversi, partendo dal 3421, passando per il 4141 al 3511, fino al 433, talvolta testati anche nella stessa gara. Insomma tutto tranne che un Mister talebano.
Inoltre vista la rosa corta specialmente in alcune zone di campo, è stato reso noto sin da subito che molti elementi avrebbero avuto un ruolo fluido e questo si sta puntualmente verificando, contribuendo a rendere mobile lo schieramento.
Si tratta di elementi che rappresentano una forte discontinuità rispetto al recente passato. Quest’approccio porta con sé naturalmente aspetti positivi e negativi, e l’ambiente ancora non si è adattato alla nuova mentalità.
Ogni cambiamento si porta dietro lo scetticismo sia nel mondo giornalistico che tra i tifosi. Il Milan non è aiutato in questo processo dal fatto che il roster è stato costruito da diverse dirigenze e per diversi allenatori.
Certo la squadra ha acquisito in imprevedibilità. Gli avversari non sanno fino all’ultimo come ci si schiererà. Al momento resta un elemento contrastante tuttavia, tra il pregio e il difetto. Sarà interessante capire di settimana in settimana come evolveranno questi meccanismi. Questo filotto di gare darà sicuramente forti indicazioni.


