Demetrio Albertini è stato intervistato dalla Gazzetta dello Sport in un momento importante per il Milan, tra mercato e l’inizio del ritiro sotto la guida di Massimiliano Allegri. Queste le risposte più interessanti dell’ex rossonero.
Su Ricci: “Per me si tratta di un’idea stupenda che mi riporta alla mente l’investimento fatto qualche anno fa per Tonali. Andare a cercare italiani da inserire nella rosa è importante per ottenere certi risultati perché è così che si crea senso di appartenenza nel gruppo. E poi un giocatore con le caratteristiche di Ricci serviva“.
Promuove Modric: “Come potrei dire di no. Potrebbe fare quello che ho fatto io quando sono andato a Barcellona, ovvero portare esperienza all’interno dello spogliatoio, aiutare i giovani talenti che ci sono ed essere pronto in qualunque momento per aiutare la squadra a vincere. Chi ha già vinto trasmette la mentalità giusta agli altri e quello che ha chiesto ai dirigenti, ovvero se avrebbero costruito una rosa importante, fa capire che ha ancora fame“.
Su Allegri: “Tra i tecnici che c’erano sul mercato era il più vincente, quello con più esperienza e che conosceva meglio sia la Serie A sia il Milan. Gli allenatori che in passato sono tornati a Milanello, ovvero due grandi come Sacchi e Capello, non hanno avuto grande fortuna, ma Allegri ha tutte le carte in regola per disputare una stagione super. In lui ho grande fiducia: penso che possa ottenere risultati importanti e puntare al massimo“.
Lo scudetto: “Il Milan deve avere grandi ambizioni. Non giocherà le coppe europee e questo sarà un vantaggio del quale io avrei fatto volentieri a meno. La cosa importante è il fatto che il Milan abbia iniziato a lavorare sul campo con un bel vantaggio soprattutto su Inter e Juve. Se Allegri, come credo, sarà bravo a farsi seguire, penso che la stagione sarà importante. Poi, ripeto, mancano quasi due mesi alla fine del mercato e tante cose possono cambiare“.
Su Tare: “È arrivato un direttore sportivo importante, che ha esperienza e negli anni alla Lazio ha preso talenti importanti“.
L’attaccante da prendere: “È un acquisto obbligatorio perché la differenza la fa avere una punta che segni con continuità. Presumo che il Gimenez visto da febbraio in poi non sia quello “vero” anche perché è difficile inserirsi in pochi giorni in una nuova formazione. Detto questo un altro centravanti forte serve. Vlahovic? A me non dispiace. Il Vlahovic che ho visto alla Fiorentina lo prenderei a occhi chiusi. Ripeto: a occhi chiusi“.
Su Camarda: “Io lo avrei tenuto e lo avrei fatto giocare. All’estero ai giovani di talento le grandi squadre danno fiducia: il Barcellona fa scuola con l’utilizzo di Iniesta, Xavi, Yamal e tanti altri. Noi invece preferiamo mandarli in squadre più piccole. Io mi domando: ma non sarebbe stato meglio se avesse giocato 15-20 partite al Milan?“.


