AIC, il presidente Calcagno: “Milan-Como rappresenta la scelta di mettere i soldi davanti alla salute dei giocatori”

Il presidente dell’AIC, Umberto Calcagno, è tornato a parlare di Milan-Como in Australia per la prima storica partita estera di Serie A sulle pagine di Tuttosport.

“Il problema non è certo la partita in sé, dato anche che resterà un evento eccezionale. Anche se viene giocata a 28.000 km di distanza, con fusi orari e cambi di temperatura duri da affrontare. Resta il dubbio se sia questo il modello da inseguire“.

“I grandi calciatori hanno già accettato che si debba giocare di più e si debbano cercare nuovi ricavi. La preoccupazione è legata all’impatto sulle loro prestazioni: per fare un esempio, Bastoni l’anno scorso ha giocato più di 70 partite. Però molto probabilmente non ha giocato la settantesima allo stesso livello psico-fisico della cinquantesima. Credo si debbano rimettere le persone al centro del progetto, e parlo anche dei tifosi“. 

“Facendo giocare i calciatori così tanto, offriamo uno spettacolo meno bello: così perdiamo i due pilastri del nostro mondo. I calciatori e i loro stipendi? Se hanno ingaggi importanti è perché sono forti e generano ricchezza. E anche stipendi alti non giustificano il superamento di certi limiti: noi siamo affiancati alla Lega Serie A in una causa intentata, come sindacato mondiale e come leghe europee, contro la FIFA“.

Milan: Adrien Rabiot (Photo Credit: Fabrizio Carabelli / IPA Sport / IPA via IPA Agency)
Milan: Adrien Rabiot (Photo Credit: Fabrizio Carabelli / IPA Sport / IPA via IPA Agency)

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