Abatantuono: «Tifo Como, ma vediamo come vanno le cose al Milan. Per riconquistarmi…»

Diego Abatantuono ha rilasciato un’intervista ai microfoni della Gazzetta dello Sport nella quale ha parlato anche del Milan, squadra per cui ha tifato per una vita e dalla quale si è staccato da qualche anno perché non si riconosce più nella proprietà. Ecco le sue dichiarazioni.

Abatantuono sul Milan: «Vediamo come vanno le cose in stagione, poi farò i miei calcoli»

«Cardinale in elicottero come Berlusconi? L’unica cosa che hanno in comune è l’elicottero. Punto. Per adesso non ne vedo nessun’altra, poi però sarò pronto anche a essere smentito e chiedere scusa. Cioè, scusa anche no, non dico mica niente di che. C’è un fondo fa gli interessi degli azionisti, però la squadra è dei tifosi. Una volta c’erano i presidenti che erano anche appassionati: Berlusconi, Moratti… Era un altro modo di fare calcio. In Cardinale e Ibrahimovic non ho mai visto fare gli interessi del Milan, l’ho capito quando hanno mandato via Pioli e Maldini. Da quel momento sono arrivate figure aziendaliste, magari anche competenti, però erano persone che stavano al gioco, sapevano che sarebbero rimasti lì solo un anno o poco più. Come riconquistarmi? Giocando bene e facendo l’interesse dei tifosi».

Sul mercato: “Questo Amorim non lo avevo mai sentito in vita mia. Ma non per cattiveria, semplicemente perché non faccio il giornalista e conosco solo quelli più famosi. È arrivato Ramos dal Psg e ha pure già segnato, dovrebbe essere bravo anche se lì stava in panchina. Vediamo un po’ come si muovono durante la stagione, a quel punto farò i miei calcoli“.

Sulla sua nuova passione: «Intanto tifo Como. Da un paio d’anni sono diventato loro tifoso. Mi piace il gioco, mi piace l’allenatore, il presidente è mega ricco e ben venga. Se tutti i ricchi distribuissero un po’ saremmo a cavallo. Se hanno 100 miliardi, che ne ballassero 50 in giro. Puoi farlo costruendo ospedali, scuole, oppure facendo felice una tifoseria. A Como stanno facendo così. Dicono: ‘Eh ma il presidente è pieno di soldi e così è facile’. Ma a me che me ne frega? Io sono quello che va a vedere la partita e vuole divertirsi. I giocatori non li conoscevo, però dietro evidentemente c’è una struttura come si deve».

Su San Siro: «Mi manca già adesso perché non vado da tanto tempo. Detto questo buttarlo giù è uno scempio, così come lo è stato buttare giù le scuderie e il trotto. Era una delle zone più belle di Milano, andava valorizzata per com’era. Poi ormai tutti sono fissati col nuovo stadio. È un discorso di priorità, un po’ come il Ponte sullo Stretto. Vai a costruire una cosa di questo tipo tra due posti in cui non ci sono strade come si deve, dove ci vuole mezza giornata per fare duecento chilometri. Capisci? Lo stesso vale per le squadre: prima bisogna mettere a posto le cose che non vanno, e ce ne sono tante, poi si dovrebbe pensare allo stadio. Prendi il Como, ha uno stadio che un pezzo sembra Gardaland e l’altro Disneyland. Eppure sono arrivati in alto».

E sul calciatore a cui è più legato…

Abatantuono conclude: «Direi Gianni Rivera, ti racconto un aneddoto che forse qualcuno già conosce. Quando ero piccolo con la mia famiglia ci siamo spostati da Giambellino a piazza Velasquez, mamma e papà avevano un negozio lì. Abitavamo in un palazzo al secondo piano e in quel periodo era venuto a stare lì anche Rivera, lui era al settimo. Ero piccolino, lo vedevo spesso, facevo però finta di niente perché non mi piaceva passare per quello che chiedeva l’autografo. Dicevo: se non mi saluta lui, io non lo saluto. Detto questo, ora vado con l’aneddoto. Ero in casa con mio nonno, a un certo punto gli cade il portafoglio, lo raccolgo e ci vedo dentro due foto, una di Rivera e una di Padre Pio. Gli chiedo: ‘Ma chi sono?’. E lui: ‘Uno è un uomo che fa miracoli, l’altro è un popolare frate pugliese’».

Diego Abatantuono - MilanPress, robe dell'altro diavolo
Diego Abatantuono – MilanPress, robe dell’altro diavolo
Daniele Minini
Daniele Minini
Giornalista pubblicista, appassionato di sport. 25 anni. Ho studiato lingue, sono laureato in Scienze della Comunicazione e frequento un Master in Giornalismo. Multitasking e sempre pronto a imparare.

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