Milan, cosa va e cosa no: perché anche col baricentro alto il Diavolo non rende più?

Basta poco per cambiare gli umori e basta ancor meno per far scattare una serie di processi. È il calcio, lo sappiamo bene, ed in Italia su certi aspetti si è ancora più sensibili che da altre parti. Se poi in sei giorni e 180 minuti, si portano a casa due 0-0 consecutivi, con squadre che occupano posizioni della seconda colonna, le reazioni non possono che essere dure.

Aver blindato la porta negli ultimi mesi, nonostante le assenze di Kjaer e Romagnoli, ha un valore, ma in questo preciso momento storico, è un concetto che da solo non ci aiuta a far la differenza. Differenza che invece ha fatto Maignan, perché sia col Bologna sia col Torino, è stato protagonista delle migliori parate delle due gare.

Kalulu e Tomori riescono a tener alta la linea per buona parte della sfida, ma nei 90 minuti non possono farlo da soli. Nelle seconde frazioni il Milan si allunga e quando la partita si apre in questo modo, i rossoneri diventano molto meno efficaci.

Spesso negli ultimi 20 minuti vediamo uno schieramento spezzato in due, con una linea di cinque che attacca alta e l’unica soluzione alla fine diventa la palla lunga. Con Giroud non è nemmeno una cattiva idea, il problema è un’incapacità cronica di andare sulle seconde palle.

Per fortuna o purtroppo i match con avversari che tendono a stare chiuse saranno una rarità nelle ultime 6 di campionato. Ma la prossima sarà esattamente quel tipo di sfida, quindi occorrerà pensare a qualcosa di diverso, per forza.

Torino-Milan: Pierre Kalulu e Andrea Belotti (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
Torino-Milan: Pierre Kalulu e Andrea Belotti (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)

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