La sua stagione non era iniziata nel migliore dei modi: alti e bassi, con alcuni errori anche piuttosto marchiani, ma nelle ultime settimane Theo Hernandez è tornato ad essere quello che è, ovvero uno dei migliori terzini al mondo. Motivi tattici, certo (oggi ha più libertà di spaziare, non è più soltanto un uomo di fascia ed il fatto di accentrarsi maggiormente lo rende ancora più pericoloso per le difese avversarie); motivi personali, molto probabilmente (tra qualche mese diventerà papà), ma anche una costante fiducia da parte di tutto l’ambiente milanista.
Quel Milan che ha tutta l’intenzione di blindarlo con un rinnovo di contratto ormai ad un passo ed uno stipendio più che raddoppiato. Un attestato di stima nei confronti di un calciatore che tre anni fa – nel momento in cui Maldini andò fino in Spagna per convincerlo ad accettare la sfida rossonera, e rilanciarsi dopo l’esperienza con il Real Madrid – aveva deciso di tagliarsi notevolmente l’ingaggio. Theo non è più il bad boy senza continuità degli anni iberici: ha anche indossato la fascia da capitano in assenza di Romagnoli e Calabria, e chissà che non possa farlo stabilmente nei prossimi anni. Dopo Maldini, un altro grande leader sulla fascia sinistra.
Perché Hernandez e il Milan sono diventati una cosa sola: la maturazione compiuta con Pioli ha fatto sì che oggi ogni tassello sia al proprio posto. Ed ora, si spera che la ciliegina sulla torta sia una grande prestazione nel derby, con una sfida tutta fisico e strappi contro Dumfries.


