In attesa che il campionato ritorni dopo la sosta per le nazionali e che si puntino i riflettori sul derby di Milano, partita che dirà tanto sulle ambizioni del Milan in questa seconda parte di stagione, analizziamo le prime 23 giornate di campionato ponendo il focus sulle scelte fatte da Stefano Pioli. Il tecnico emiliano, a causa delle tante assenze e per favorire il turnover, ha dovuto trovare soluzioni attingendo dalla profondità della rosa rossonera schierando per ventidue volte su ventitré partite di campionato un undici titolare diverso.
Eccezion fatta per le prime due giornate di questo campionato, a Genova contro la Sampdoria e in casa contro il Cagliari, nelle quali Pioli ha schierato la stessa formazione iniziale, i rossoneri, per colpa dei tanti infortuni e con l’impegno della Champions League a pesare sulle gambe, sono stati spesso soggetti a rotazioni per far rifiatare qualche giocatore utilizzato più spesso e per far entrare in condizione quelli che han giocato meno. A questo proposito, sono diverse le combinazioni nei vari reparti che l’allenatore rossonero ha utilizzato in questa prima parte di stagione. Sono state sei le differenti combinazioni tra i giocatori di centrocampo, mentre addirittura quattordici sia per quanto riguarda la linea difensiva che per il pacchetto offensivo.
Nello specifico, Maignan ha difeso la porta del Diavolo in 17 partite, con Tatarusanu che si è fatto trovare pronto in sei match quando il francese è stato infortunato al polso, mentre della linea di difesa Theo Hernandez è il giocatore con più presenze da titolare (17), seguito da Tomori, Romagnoli e Calabria, ma senza dimenticare le apparizioni, spesso in emergenza, di Kalulu, Gabbia e Ballo-Touré. A centrocampo invece si sono alternati cinque giocatori, ovvero Sandro Tonali, il più impiegato dall’inizio con 17 presenze, poi Kessié, Krunic, Bennacer e Bakayoko. Infine, nel reparto offensivo i giocatori più utilizzati dall’inizio sono Leao e Saelemaekers, entrambi con 16 presenze da titolari, seguiti da Ibrahimovic (11) e Giroud (7), con Rebic, Messias e Maldini penalizzati dagli infortuni. Hanno avuto grande peso anche i giocatori usati come “jolly” perché capaci di adattarsi a diverse posizioni in campo e di dare il proprio contributo oltre che dalla panchina anche partendo dall’inizio come Florenzi (10), Krunic (12) e Kalulu (9).


