Creste abbassate: un monito per il Milan del presente (e del futuro)

Era il 31 gennaio 2013: il Milan ufficializzava l’acquisto di Mario Balotelli dal Manchester City per circa venti milioni di euro e “lo presentava” al mondo rossonero con un video che lo ritraeva sorridente a Milanello insieme a M’Baye Niang e Stephan El Shaarawy. Poco più di sessant’anni in tre, un talento cristallino e una similitudine tricologica che valse loro l’appellativo di “tre creste”. Nonostante le ottime premesse, e le speranze dei tifosi rossoneri, la storia d’amore tra il Milan ed i tre ragazzi durò poco: El Shaarawy fece una prima parte di stagione fenomenale, seguito nella seconda parte da Balotelli. Entrambi furono decisivi per la conquista, per l’ultima volta, di un posto in Champions League al termine di quell’annata. Balotelli riuscì a ripetersi la stagione successiva, segnando 18 gol, ma il Milan arrivò solo ottavo. Niang sembrava essersi imposto con Mihajlovic nella stagione 2015/2016, mai poi si perse di nuovo. I numeri delle “tre creste”, del resto, dimostrano il fallimento di quelle speranze riposte forse troppo prematuramente su di loro: in totale hanno giocato 281 partite nel Milan, segnando solo 72 reti.

Una ribalta poco edificante

Negli ultimi giorni, i nomi di due di loro sono tornati nuovamente alla ribalta, ma solo per le ennesime bizze compiute nella loro carriera di luci (poche) ed ombre (tantissime). Nonostante i suoi 15 gol in stagione, al Rennes non vogliono più vedere Niang: l’allenatore Julien Stéphan, infatti, avrebbe confidato a persone a lui vicine di non voler lavorare più con il classe ’94 per alcun motivo. Questo perchè il francese avrebbe approfittato della libertà ritrovata negli ultimi giorni, per recarsi al centro sportivo rossonero e svuotare il proprio armadietto, intenzionato a chiedere la cessione. Un “colpo di testa” simile a quello del “compagno di capigliatura” Mario Balotelli: il Brescia, infatti, gli ha inviato la lettera per chiedere la rescissione unilaterale del contratto, dopo che l’attaccante inviato un certificato medico con la diagnosi di gastroenterite per la quale non si è presentato agli ultimi allenamenti dopo settimane di grande tensione con la società. Una delle mille storie senza lieto fine che hanno riguardato la carriera di SuperMario, che ha fallito anche nella sua Brescia, con molte meno pressioni rispetto alle grandi piazze. L’ultimo dei tre, El Shaarawy, è stato forse quello con la carriera più regolare e meno negativa sul rettangolo verde, ma la decisione dello scorso anno di trasferirsi nel mediocre campionato cinese a soli 26 anni – preferendo i 16 milioni di Euro netti l’anno dello Shanghai Shenhua al “calcio che conta” – denota forse una mancanza di ambizioni di imporsi a livelli importanti.

Il Milan impari dal passato

Insomma, le tre creste che nel 2013 dovevano spaccare il mondo si sono perse strada facendo: che questo sia ora un monito per il Milan del presente, che come tutti noi deve imparare dal suo passato. Anche in quest’estate, come sette anni fa, i rossoneri punteranno tutto sui giovani, a cui spetterà il compito di provare a riportare il Milan nel gotha del calcio italiano ed europeo. Ma prima che bravi calciatori, si scelgano ragazzi con sale in zucca e voglia di tenere sempre l’atteggiamento giusto, in campo e soprattutto fuori. In questi ultimi giorni ho letto sui social messaggi di alcuni tifosi che consigliano al Milan di riprendere Balotelli per “rilanciare le sue immense qualità”. Stiamo ancora a questo? Dopo tutto quello che Mario “ha dimostrato” in questi anni, stiamo ancora a sperare (invano) che cambi e metta una volta per tutte la testa a posto? Cose dell’altro mondo…

Twitter: @Juan__DAv

Giovanni D'Avino
Giovanni D'Avino
Giornalista pubblicista dal 2016, sono praticamente nato con la passione per il giornalismo ed il calcio, soprattutto quello a tinte rossonere. Mi occupo di Milan dal 2012, attualmente sono Coordinatore di redazione di MilanPress.it e collaboro anche con il sito SportCampania.it.

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