L’importanza di Ante Rebic: il Milan ha sentito la sua mancanza con il Porto. Pioli punta a recuperare il suo “jolly”

Uno degli uomini più in forma del momento. Assente. La mancanza di Ante Rebic a Oporto si è sentita eccome. Da titolare o da subentrato, il croato avrebbe potuto far bene e risolvere qualcuno dei tanti problemi che il Milan ha incontrato nell’insidiosa trasferta in Portogallo. Un infortunio alla caviglia lo ha costretto ad arrendersi dopo soli 36 minuti contro il Verona. Una mezz’ora abbondante dove aveva lasciato intendere di essere “in palla” e quasi tutte le azioni d’attacco del Milan erano passate dai suoi piedi.

REBIC SEMPRE PIU’ IMPORT(ANTE)

Nel ruolo di centravanti o in quello di esterno, Rebic ha dimostrato di essere un’ottima pedina nello scacchiere di Stefano Pioli che sembra aver trovato la quadra anche in caso di abbondanza – rarissima – del parco attaccanti. La sua garra sarebbe stata fondamentale in una partita “cattiva” e fisica come quella di martedì oltre ad offrire trame interessanti anche dal punto di vista della qualità e delle giocate offensive. Un Leao sottotono, sarebbe potuto essere sostituito da Ante invece di essere lasciato lì in quella che è sembrata tutto tranne che la sua partita. Aggiungere muscoli e grinta al fianco di Giroud prima ed Ibrahimovic poi poteva rivelarsi la scelta giusta per mettere in difficoltà un Porto che non ha praticamente mai subito il Milan.

Così però non è stato. Pazienza. Il rientro di Rebic è adesso previsto con il Bologna, il dubbio rimane ancora, così come è in dubbio il suo impiego da titolare o a gara in corso. Quello che interessa è però che Ante torni ad essere a disposizione di Pioli. Centravanti, esterno, titolare, in panchina, Rebic per il Milan è sempre più importante e Pioli sembra non poter fare a meno di lui.

Milan-Hellas Verona: Ante Rebic e Federico Ceccherini (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
Milan-Hellas Verona: Ante Rebic e Federico Ceccherini (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)

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