Nella grande attesa, oltre che speranza che si possa tornare alla normalità e lasciare alle spalle definitivamente i terribili momenti che prendono il nome di Covid-19, ecco che calcisticamente parlando, inizia pian piano a prendere forma quello che potrebbe essere un finale di stagione inedito, e che pare destinato in qualche modo a volgere al termine. Il via del Governo ai tanto attesi allenamenti collettivi delle squadre di Serie A, lancia un piccolo segnale di speranza per gli amanti del calcio nel tentativo di poter riprendere davvero questo campionato, ovviamente nella massima tutela dei calciatori e di tutti gli addetti ai lavori delle medesime compagini.
La doppia possibilità, o di riprendere in maniera classica disputando tutte le partite mancanti, o viceversa, affidandosi ai tanto acclamati Playoff-Playout, non cambia quello che può essere l’imminente destino delle rose di Serie A: prepararsi ad ogni evenienza e rispondere presente nel momento in cui si dovrà tornare in campo. A tal proposito, il Milan è già tornato al lavoro con i singoli fino alla giornata di ieri per ricominciare oggi con allenamenti collettivi, suddivisi in gruppi.
11 titolare, ma quale modulo?
Al rientro in campo, allora, a chi dovrebbe affidarsi Stefano Pioli per rispondere nel modo giusto al momento cosi ostico e delicato, che non comprende solo il Covid, ma anche le asfissianti voci sul futuro del Milan?
Il nostro ipotetico 11 titolare, anche considerando le ultime gare giocate e la fiducia roposta in determinati giocatori, parte principalmente dal “come” verranno schierati gli uomini in campo. Il modulo è il classico 4-4-2, che andrà poi a trasformarsi camaleonticamente in un vero e proprio 4-2-3-1.
Pacchetto difensivo
Tra i pali ovviamente ci sarà Gigio Donnarumma, che riprenderà il suo posto da titolare dopo non aver giocato l’ultima partita ufficiale in campionato, la sconfitta di San Siro contro il Genoa, in cui a scendere in campo fu Begovic. Tra i centrali di difesa dovrebbe essere sicuro del posto Alessio Romagnoli, e accanto al capitano rossonero potremmo vedere il giovane Gabbia, che nelle ultime uscite di marzo aveva trovato una certa continuità e scalato le gerarchie a discapito di Kjaer e Musacchio. Se il terzino sinistro è praticamente già saldo del proprio posto, Theo Hernandez, dal lato opposto ci sarà l’eterno ballottaggio tra Conti e Calabria.
Centrocampo, spunta una sorpresa?
Sul cerchio di centrocampo, tra i due posti disponibili, ritroviamo un altro inamovibile dello scacchiere di Pioli, Ismael Bennacer, che ha conquistato allenatore e tifosi in poco più di cinque mesi con una miriade di palloni recuperati, e forse qualche cartellino di troppo. L’altra maglia, probabilmente vedrà un ballottaggio a tre, tra Kessié, parecchio deludente sotto il punto di vista del rendimento di questa stagione, Krunic precedntemente infortunato, ma adesso tranquillamente arruolabile, e il giovanissimo Marco Brescianini, tra i protagonisti delle ultime dirette ed interviste sui Social Network, chissà se queste “sponsorizzazioni” non possano essere un indizio sul prossimo futuro nella rosa dei grandi.
Trequarti confermata
Il blocco dei trequartisti è quello che non dovrebbe subire cambi di rotta o stravolgimenti rispetto agli altri reparti. Le primissime conferme partono dagli esterni: Castillejo a destra, che ha dimostrato tanta voglia di mettersi in gioco, spirito di sacrificio e soprattutto tanto attaccamente alla maglia sia quando è stato chiamato in causa che quando ha dovuto sedere in panchina. Assieme a lui, troviamo Ante Rebic. Gli ultimi due mesi rossoneri di calcio giocato sono stati i suoi mesi, alzi la mano chi può dire il contrario. In mezzo ai due esterni rinvigoriti dal tecnico Pioli, troveremo molto probabilmente Hakàn Calhanoglu, il giocatore che ha saputo fare il trequartista più di chiunque altro nelle ultime stagioni rossonere, e quando ha giocato l’ha – quasi – sempre dimostrato, garantendo qualità e quantità nei momenti giusti, fungendo soprattutto da raccordo vitale tra il centrocampo e l’attacco.
Ibrahimovic
Per ultimo, l’attacco, appunto. Malumori, Hammarby, allenamenti, covid-19, storie sui Social Network, rumors di mercato. Ibra, nel bene e nel male, è questo, e lo è stato anche durante il burrascoso periodo d’emergenza Coronavirus. Ma le pochissime certezze del Milan, almeno per quanto riguarda la stagione ancora da terminare, prendono anche il nome di Zlatan Ibrahimovic, pronto a fare a sportellate con tutti e guidare l’attacco rossonero, come nessun altro saprebbe fare.

