I contratti in scadenza nel 2022 sono cinque. Uno è chiacchieratissimo ed è quello di Kessie. Uno è latente sotto traccia, Romagnoli, perché vede Raiola come agente e quindi un po’ piu tabù del solito in un’estate che ha visto uscire Donnarumma a 0. Uno è quello di Conti, ed essendo potenzialmente in uscita richiederà ulteriori riflessioni. Poi ci sono Ibra e Kjær, e per loro sappiamo che valgono discorsi a parte.
I due veterani viaggiano separatamente rispetto a tutti gli altri su questo tema. Zlatan si è riservato di parlarne poco prima di fine dell’annata scorsa ed è verosimile che ripeta l’iter anche quest’anno, mentre Simon lo sta facendo in questi giorni, con l’idea di poter aver un accordo ben prima chi inizi la stagione.
I leader di questo Milan hanno sufficiente credito per potersi permettere di trattare quasi senza necessità di intermediari. Nel caso di Kjær pare si sia vicini ad un’intesa per un prolungamento di un anno con opzione sul secondo, con piccolo adeguamento economico, probabilmente da 1.2 a 1.5 milioni l’anno.
Dopo un Europeo sportivamente e umanamente straordinario, il centrale danese è prossimo anche a tornare in campo con la maglia rossonera. Contro il Real Madrid, a Klagenfurt in amichevole, dovrebbe rientrare in gruppo e magari giocare qualche minuto.
Le prossime settimane poi vedranno anche aperte le discussioni, figurate naturalmente, per la fascia di capitano, e la candidatura di Kjær è una di quelle più quotate. Anche le modalità con le quali è arrivato ai rinnovi in questi anni, hanno contribuito a rafforzare il legame calciatore/società. Strategie e programmi del club sposati dunque sia da Simon che da Zlatan, e in un’estate come questa, può far davvero la differenza.


