Tommasi: “Così calcio depotenziato. Dubbioso sui metodi di ripresa”

Una possibile ripartenza della Serie A in tempi di Coronavirus desta perplessità. In molti si chiedono come sarà il calcio quando riprenderà e soprattutto se sarà possibile farlo. Dal 18 maggio, dovrebbero cominciare gli allenamenti di squadra, con i giocatori divisi in piccoli gruppetti, ma il condizionale è d’obbligo. Anche il presidente dell’Associazione italiana calciatori (Aic) Damiano Tommasi è dubbioso, sulle colonne della Gazzetta dello Sport: “Speriamo che tutto ciò basti. Ma sarà sicuramente un calcio depotenziato”.

L’ex calciatore della Roma si esprime anche sulle norme: “Più delle mascherine, mi lascia perplesso il distanziamento sociale, un metro di distacco che bisogna rispettare anche in campo. È una misura che attenua l’energia tipica dello sport”. Dubbi anche sull’ ‘attrezzo’: “Ho letto che anche il pallone può veicolare il virus. È l’oggetto che ci lega sul campo, tutti lo puntano e ne vogliono entrare in possesso”.

In controtendenza a tanti calciatori che reputano lo spogliatoio un luogo fondamentale per rendere una squadra unita, Tommasi la pensa diversamente: “Non ho mai creduto alla sua sacralità. Mi lascia abbastanza indifferente che non si possa usare in questo momento, penso che le squadre diventino tali per altri motivi”, conclude il presidente dell’Aic.

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