Roberto Donadoni ha concesso un’intervista al quotidiano sportivo argentino Ole. L’ex giocatore rossonero e oggi allenatore ha parlato di quello che fu il Milan di Sacchi e la transizione con Fabio Capello.
“Arrigo è stato fondamentale per quella squadra, ha cambiato la mentalità. È stato un periodo difficile perché ci siamo allenati molto. Dovevi essere al 110% ogni giorno perché era sempre una competizione, non solo contro altre squadre, ma anche con i tuoi compagni. Era qualcosa di molto importante perché quando giocavi domenica sapevi tutto. I rivali ci avevano studiato perché sapevano di trovarsi di fronte ad un rivale molto organizzato, molto forte e con fuoriclasse come Van Basten, Baresi, Maldini, Gullit, Rijkaard…“.
Sull’esperienza con Capello: “Dopo di lui è arrivato Capello. Aveva la stessa organizzazione, ma un carattere diverso. Fabio, a differenza di Sacchi, era stato un giocatore e poi sapeva quando era il momento di fare il duro o quando era necessario stare calmi. Con Sacchi la mentalità era sempre forte, ma dopo quattro o cinque anni sopportarlo era difficile“.
Su chi possa cambiare il calcio oggi come Sacchi: “Sacchi ha segnato un momento importante e credo che d’ora in poi Guardiola o Kloop siano tecnici che cambieranno un po’ la filosofia e la mentalità. Per quanto riguarda le squadre, mi piacciono quelle con buoni giocatori, come City, Bayern Monaco o PSG. Mi piace l’intensità che hanno, perché quando hai molta tecnica è facile, ma oggi se non hai intensità non puoi giocare…“.


