Vierchowod: “Molto curioso di rivedere il Milan con il pubblico: c’era gente che aveva paura. Su Romagnoli dico che…”

Pietro Vierchowod è stato intervistato da Gazzetta.it sulla situazione del Milan. L’argomento principale è stato l’ambientamento della difesa con un nuovo portiere, ma non sono mancate delle parole su Donnarumma, Romagnoli e Tomori.

Su cosa pome possa mutare la difesa quando si cambia portiere: “Prima di tutto occorre capire le capacità del nuovo compagno. Dà sicurezza o no? È una questione determinante. Se ti ritrovi un grande portiere, sai che puoi permetterti di sbagliare perché sai anche che lui può rimediare. Se è scarso, diventa tutto molto più difficile. Chi è con te da 2-3 anni sa come deve darti la palla e quando te la deve dare. Conosce le tue capacità e attitudini, a differenza di un nuovo arrivato. E viceversa. Per un giocatore abituato a lungo con lo stesso portiere, certi meccanismi sono automatici. Chi arriva invece ha bisogno di tempo per capire come si muovono i difensori davanti a lui“.

Su quanto tempo serva per ambientarsi con un nuovo portiere: “Poco. In un mese si riesce a giudicare un portiere nuovo. Questione di sensazioni, di carisma, se ti dà affidamento o ti può mettere in difficoltà. L’intesa mentale è la più importante. Ci dev’essere empatia perché tecnicamente si può sempre migliorare, ma se non c’è intesa con la testa, è dura”.

Su quanto sia importante che un portiere comunichi tanto: “Moltissimo. Soprattutto quando sei girato di schiena è lui che ti deve guidare. Un portiere muto equivale a una difesa in grande difficoltà. Lui ha una visuale che gli permette di osservare meglio lo sviluppo dell’azione, questo è un fattore determinante. Deve indicarti dove andare: allargati, vieni incontro, attento all’uomo e via dicendo“.

Sull’addio di Donnarumma: “È un ottimo portiere, lo sbaglio del Milan risale a un anno fa: avrebbe dovuto rinnovarlo e poi venderlo. Gli dai quello che chiede, ti cauteli in termini di cartellino e poi lo dai via. Così invece se n’è andato gratis. I giocatori di qualità cercano giustamente campionati di alto livello come Inghilterra, Germania e Spagna. I tre tornei principali sono questi. L’Italia è un gradino sotto. Da noi sono arrivati molti stranieri, ma di basso livello“.

Sulle difficoltà di Romagnoli: “Non è questione di livello tecnico, perché lui tecnicamente è bravo. Ma tattico. Ecco, tatticamente non si è evoluto, non è andato avanti, non riesce a leggere le azioni e ha limiti in marcatura. Si è parlato a lungo della coppia che formava con Bonucci, ma in fase difensiva o uno o l’altro era sempre fuori posizione e nessuno aveva la capacità e la personalità di avvisare il compagno“.

Su Tomori: “Sì certo, è un buon giocatore, ma di fianco ha bisogno di qualcuno che gli insegni la materia. Può essere Kjaer ovviamente, uno che non mi era piaciuto negli anni precedenti al Milan, ma che nell’ultima stagione ha fatto davvero bene. Però, in generale, sono molto curioso di rivedere il Milan con il pubblico. Ricordo gente che aveva paura a farsi dare il pallone“.

Pietro Vierchowod
Pietro Vierchowod – MilanPress, robe dell’altro diavolo
Daniele Minini
Daniele Minini
Giornalista pubblicista, appassionato di sport. 25 anni. Ho studiato lingue, sono laureato in Scienze della Comunicazione e frequento un Master in Giornalismo. Multitasking e sempre pronto a imparare.

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