Nemmeno una settimana fa si concludeva (con grande gioia per il Milan) la Serie A ’20/’21, ma – per quanto accaduto negli ultimi sette giorni – pare sia passato almeno mese. Allenatori che vanno, altri che ritornano, giocatori che lasciano, altri che arrivano. Insomma, i preparativi per la prossima stagione, complice anche l’imminente inizio dell’Europeo, sono già cominciati e – mai come quest’anno – sarà rivoluzione praticamente per tutti. O quasi. Basti pensare che, per ora, ben undici delle venti squadre che prenderanno parte alla Serie A ’21/’22 hanno cambiato o cambieranno allenatore. E ce sono ancora i cui tecnici sono in bilico, quindi potrebbe essere battuto il record dell’estate 2011, quando furono addirittura tredici le panchine “girevoli”.
Milan e Atalanta le uniche big a proseguire il percorso
La cosa che più stupisce, probabilmente, è che di queste undici squadre, ben otto sono finite nelle prime dieci posizioni della classifica. Insomma, eccezion fatta per Milan e Atalanta, tutte le big del nostro campionato ripartiranno da zero. E’ vero, la Juventus si è affidata nuovamente a Massimiliano Allegri – esonerato due anni fa perchè i bianconeri volevano inseguire la chimera del “bel gioco” – ma Inter, Napoli, Lazio e Roma inizieranno un nuovo ciclo, che non per forza le porterà ad essere competitive e vincenti sin da subito. Ecco perchè, il consolidato Milan di Stefano Pioli ha l’occasione ghiottissima di partire avvantaggiato: non un cantiere aperto, ma con un edificio già solido, al quale però va data una decisa opera di abbellimento.
Il mercato sarà decisivo: Maldini e Massara sanno cosa fare
Quello che inizierà ufficialmente il primo luglio sarà, dunque, un mercato di vitale importanza, con Paolo Maldini e Frederic Massara che dovranno puntellare la rosa con i tasselli giusti per migliorarla lì dove è ancora deficitaria. Complici anche i soldi provenienti dall’approdo in Champions League, le premesse per fare bene in sede di trattative ci sono tutte. I prodromi, del resto, sono ottimi, con l’arrivo di Mike Maignan: miglior portiere e campione della Ligue 1 appena conclusa con il Lille, Maignan è il classico giocatore preso nel momento perfetto della sua carriera. Un’età ancora relativamente bassa, ma con l’esperienza necessaria a sopportare la pressione di una maglia pesante come quella rossonera.
A maggior ragione se hai preso il posto di uno dei tre portieri più forti al mondo, che a 22 anni ha all’attivo oltre 250 presenze tra i professionisti e che ha vestito anche la fascia da capitano. Tutte cose che, però, evidentemente non sono bastate per fargli accettare uno stipendio da otto milioni di euro annui dalla squadra per cui fa il tifo fin da bambino. Ma per parlare di questo ci sarà tempo e modo. Tornando al Milan, dunque, la società di via Aldo Rossi ha (o quantomeno dovrebbe avere) le idee ben chiare su come operare: servirà sicuramente un vice-Ibrahimovic, un esterno destro offensivo ed un trequartista se – come pare – Calhanoglu seguirà l’esempio del suo compagno di squadra con la 99. Dopodiché, qualche buona riserva in difesa e in mediana. Insomma, hai un bel vantaggio, caro Diavolo: fanne buon uso.


