Il Milan non ha mai vinto all’Allianz Stadium. Si parte da questo gigantesco scheletro che i rossoneri conservano – purtroppo – “gelosamente” nell’armadio degli ultimi dieci anni di storia. Un dato di fatto che pone inevitabilmente tanto pepe e un grosso peso nell’affrontare, domenica sera, quella che sarà la partita più importante della stagione del Milan a quattro giornate dal termine del campionato.

I ragazzi di Pioli, passati dalla possibilità di giocarsi il titolo (fino a metà febbraio) alla corposa e dura lotta per un posto in Champions League, dovranno giocare una partita a dir poco perfetta, per colpire al cuore questa Juventus e mettere la freccia verso la tanto attesa Champions League.
MOTIVAZIONI IN BALLO, LA SFIDA CON LA JUVE OGGI VALE DI PIÙ
Il match di domenica sera contro i bianconeri rischia di diventare un vero crocevia per Pioli e la stagione del suo Milan. Sarebbe incredibile pensare di non riuscire a centrare l’obiettivo prefissato dopo una stagione così bella, particolare, vivace, difficile. Per raggiungere il proprio oggetto di valore e tornare nell’Olimpo dei grandi Club europei – che qualche anno fa era, al contrario, un obiettivo più che scontato – il Milan ha bisogno di vincere questa partita e convincere tutti, oltre che sé stesso, che questa squadra merita davvero di andare oltre, centrando l’obiettivo ed evitare la solita triste tiritera, di chi sta per raggiungere quel determinato obiettivo, ma manca il colpo ancora una volta sul più bello.
La sfida contro la Juventus – nello stadio della Juventus – arriva in un momento importantissimo e probabilmente mai vissuto da quando i bianconeri vivono in questa nuova casa. Il Milan ha, oggi più che mai, la motivazione più grande degli ultimi dieci anni per battere i bianconeri in questo scontro diretto: la Champions League. Non c’è mai stato momento migliore, situazione migliore. Questo gruppo ha finalmente qualcosa di concreto per cui lottare, e dopo un’annata quasi perfetta, servirà una partita ancor più perfetta, per interrompere questo maledetto sacrilegio e, finalmente, gioire!
I TRE FATTORI DECISIVI PER IMPORSI ALLO STADIUM
Gruppo. Il Milan di Stefano Pioli, in questa annata davvero particolare, si è distinto rispetto alle altre squadre grazie ad un fattore chiave, quello che ha portato al successo e tenuto a galla i rossoneri in tutti questi mesi: il gruppo. Un gruppo solido, che ha fortemente voluto raggiungere questa posizione e giocarsi fino in fondo le possibilità di accedere tra le prime quattro di questa classifica. Grazie alla compattezza e alla voglia di sacrificarsi l’uno per l’altro, Ibrahimovic e compagni hanno spesso stupito, soprattutto nel girone d’andata, battendo quasi tutte le dirette avversarie. Quasi, appunto.

Imprevedibilità. Tra le novità a cui la squadra di Via Aldo Rossi può realmente andare incontro, a scanso di clamorosi risvolti, spicca certamente la possibilità di poter avere a disposizione quasi tutto l’organico per questa sfida, fattore che nel match d’andata non è stato possibile: basti pensare al sacrificato Calabria, schierato sulla linea mediana e addirittura autore del momentaneo 1-1. A questo, gioco-forza, si aggiunge l’occasione di possedere diverse alternative da schierare in ruoli differenti (come Rebic, Leao, Brahim Diaz) non soltanto dal primo minuto ma anche a partita in corso, per abbattere una Juventus, mai così fragile da nove anni a questa parte.
Ibrahimovic. L’ex della partita. Colui che sente questo match – probabilmente – più di tutti. Il fattore Z può decretarsi tra i più decisivi nel match di domenica. Anche lo svedese non è stato presente nella partita d’andata a San Siro, e la sua voglia di tornare al gol – che manca dal 21 marzo a Firenze – può essere decisiva. Tra le situazioni che può sfruttare il Milan rispetto alla gara di San Siro, c’è dunque anche la presenza di Ibrahimovic, pronto a tutto: venire incontro, partecipare alla costruzione o fare a sportellate per prendersi le palle alte lanciate dai compagni.
Il Milan ha tutte le carte in tavola per giocare a viso aperto la sfida più importante della stagione, all’interno dello stadio in cui è sempre uscito sconfitto: non resta che vincere!


