Crespo: “Andare all’Old Trafford è complicato, ma potrà esserci il salto di qualità”

Hernan Crespo, ex attaccante rossonero, è stato intervistato sul canale Twitch del Milan in occasione della partita contro il Manchester United. L’argentino sa bene come si affrontano i Red Devils visto che fu lui a decidere gli scontri diretti nella stagione 2004/05.

Sul Milan come club: “Il sogno di qualsiasi calciatore è quello di giocare in una grande squadra come il Milan. Quando indossi una maglia così pesante devi essere all’altezza e devi farti trovare pronto. A me è andata parecchio bene“.

Sugli allenatori del passato: “È impossibile non parlare di Carlo Ancelotti. Ho avuto la fortuna di avere Ancelotti prima come allenatore del Parma dove mi ha insegnato cose troppo importanti. Poi, già maturo, mi ha ripreso al Milan e ho provato a ripagare quello che aveva fatto per me“.

Sull’arrivo al Milan: “Quando sono arrivato al Milan a luglio mi dovevo presentare per le visite mediche, arrivavo dal Chelsea. Mi sono presentato due giorni prima del raduno, ma ho trovato Milanello già pieno. Da una settimana erano lì perché facevano il pre ritiro. Quando si vincono tanti trofei è perché dietro c’è la cultura del lavoro. Un senso di responsabilità, di identità che ti stimolavano a fissare un’asticella altissima. C’era competizione in ogni cosa. Non è un caso che quella squadra ha fatto la storia“.

Sul mancato riscatto del Milan: “Questo è il calcio. La dirigenza ha fatto grande il Milan per 26 anni, hanno avuto poi l’accortezza di dire che si sono sbagliati. A me è dispiaciuto molto, sognavo la maglia del Milan quando vedevo Van Basten. Non avere la rivincita dopo Istanbul è stato pesante. Ma ora col mio percorso da allenatore mai dire mai, magari posso togliermi qualche soddisfazione“.

Sulle sfide di Istanbul e Atene: “È stata una serata difficile da digerire e sarà per sempre così. Due anni dopo io non c’ero, ma ricordo che guardando la televisione mi sembrava un incubo quello che era successo due anni prima. Mi ha fatto piacere che quei ragazzi hanno saputo vincere. Subito dopo il match ho ricevuto messaggi di tanti ragazzi e addetti ai lavori che mi dissero “Questa coppa è anche la tua”. Pensate quanto era profondo il sentimento che ci legava. Nonostante fossi all’Inter ero ancora coinvolto nella mia storia al Milan. Lì non c’erano maglie, ma uomini che lottavano. Episodi che non potrò mai dimenticare, un regalo non al me giocatore ma al me uomo“.

Sulla partita di domani contro lo United: “Mi è piaciuto molto il Milan a Verona, giocare e vincere nel modo in cui ha vinto con tutti gli assenti non era per niente semplice. Pioli ha tenuto il gruppo unito, ha saputo tenere alto il livello. Non è semplice. Andare all’Old Trafford è complicato, ma se il gruppo è maturo per sostenere un avversario del genere potrà esserci un salto di qualità evidente. Senza Theo, che è il miglior terzino sinistro al mondo, senza Calhanoglu, senza Rebic, non sarà semplice. Ma il Milan in Europa è di casa“.

Sul Milan attuale: “Lo sapranno Pioli e Maldini sicuramente. Bisogna capire se i giocatori hanno il fuoco negli occhi e se sono in grado di convivere con le pressioni di giocare per grandi obiettivi. Io desidero il meglio per tutti loro, vorrei tornare a vedere il Milan in alto, a lottare in Europa. Non mi piaceva vedere il Milan sesto o settimo, è troppo grande per arrivare sesto o settimo, lo devono sapere tutti questo. Poi dopo si può arrivare secondi o terzi, ma non sesti o settimi. Credo che Paolo abbia già fatto e detto la sua, il fatto che ci sia lui in società tranquillizza molto“.

 

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