Questo Milan è un tornado offensivo. E all’highlander Ibra chiedo umilmente scusa

Il malandato Crotone di Giovanni Stroppa – squadra che pare già destinata ad un’inesorabile retrocessione in Serie B – non era certamente la prova più ardua per testare la capacità del Milan di rispondere alle pressioni dovute al giocare dopo tutte le dirette concorrenti ai piani alti della classifica. Eppure, sono proprio queste le partite nelle quali la brutta figura è dietro l’angolo, soprattutto se scendi in campo senza il livello dell’attenzione al 100%. Ed infatti, il primo tempo del Milan è stato tutto fuorchè indimenticabile, mentre nella ripresa la mentalità è stata quella giusta, ed il Milan ha dilagato mettendo in mostra tutto il suo incredibile potenziale.

Milan, una qualità offensiva da far invidia a tutti

Quando i rossoneri sono a ranghi completi, è difficile trovare una tale qualità e quantità offensiva nelle altre squadre della Serie A. Rebic, Leao, Calhanoglu, Mandzukic, Hauge, Castillejo, Saelemaekers, ed ovviamente Ibrahimovic. Tutto ciò, ovviamente, si evidenzia anche nei numeri: era, infatti, dalla stagione 2005/06 che il Milan non realizzava almeno 45 gol dopo le prime 21 giornate di Serie A. In quel caso furono 47, diventati poi 85 a fine campionato, quindici in più del secondo miglior attacco. E’ evidente, però, che il vero grande trascinatore è lui, Zlatan Ibrahimovic. A San Siro, nella sua prima partita assoluta contro il Crotone, ha messo a segno i gol 500 e 501 con i club in tutte le competizioni.

Ibrahimovic spaziale, ben oltre ogni aspettativa

Zlatan è un highlander, considerando l’età ed il fatto che in questa stagione ha contratto anche il Coronavirus. Ha gli stessi gol di Lukaku con nove partite in meno giocate, due in meno del capocannoniere Cristiano Ronaldo, che di partite in più ne ha sei. Insomma, per lo svedese sono numeri stratosferici, che vanno ben oltre ogni più rosea aspettativa. Chi scrive deve ammetterlo: quando un anno fa approdò al Milan, mai avrebbe immaginato potesse dare questo contribuito. Sulla sua capacità di prendere per mano uno spogliatoio depresso e ribaltarlo da capo a piedi pochi dubbi, ma che potesse dare così tanto in termini nudi e crudi di gol, assist e prestazioni, mi sembrava qualcosa di utopistico. Ed invece, ora serve come il pane che Ibra resti al Milan almeno un’altra stagione, per guidare questi ragazzi terribili (si spera) sul palcoscenico più importante d’Europa.

Twitter: @Juan__DAv

Milan: Zlatan Ibrahimovic - Milanpress, robe dell'altro diavolo
Milan: Zlatan Ibrahimovic – Milanpress, robe dell’altro diavolo
Giovanni D'Avino
Giovanni D'Avino
Giornalista pubblicista dal 2016, sono praticamente nato con la passione per il giornalismo ed il calcio, soprattutto quello a tinte rossonere. Mi occupo di Milan dal 2012, attualmente sono Coordinatore di redazione di MilanPress.it e collaboro anche con il sito SportCampania.it.

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