Un po’ di qua, un po’ di là. Che il Milan non stia svolgendo una stagione continua nei risultati e nel gioco lo si sapeva, ma così è difficile commentare quello che accade nell’ambiente rossonero. Alla 9ª giornata di Serie A si ferma l’imbattibilità della squadra di Ruben Amorim, e per uno scenario simile ci si aspettava un contorno ben diverso rispetto a un turno infrasettimanale medio contro il Bologna.
PARTITI NON BENE…
C’è la sensazione che tutto sia andato male. Come dice lo stesso Mister, sin dai primi minuti si è avvertito un senso di poca lucidità ed energia: il Bologna lo ha percepito e ha fatto subito colpo con dei colpi dalla destra facilmente prevedibili dalla difesa meneghina, ed è così che è nato il vantaggio iniziale di Mbangula. La rimonta di Cisse, protagonista anche in questa serata da bomber, ha solo illuso la gente che ha fatto il possibile per essere presente allo stadio alle 18.30 di un mercoledì lavorativo. A mano a mano sono uscite le difficoltà di un Milan…da turnover.
…FINITI MALE
Intervallo. Si fa male Tomori (ennesimo infortunio in meno di dieci giorni), entra Modric per controllare meglio il campo. Così non è stato, e da un 2-1 di fine primo tempo si arriva al 2-4. Ma come è successo ciò? Il Diavolo non ha fatto nulla per bussare alla porta di Skorupski, mentre i felsinei appena superavano la metà campo rischiavano di far saltare tutto il reparto difensivo. Pareggio beffa con autorete di Bartesaghi, la partita si riapre istantaneamente: subito la doppietta di Mbangula, 2-3 al 62′, nei minuti più utilizzati dal Milan per fare gol. La trama non si è vista in questa sceneggiatura, ed anzi…il clima sulla squadra si è assopito dopo lo svantaggio, con il solo Camarda a provarci con un colpo di testa (fuori) da pochi metri. Contropiede finale con squadra sbilanciata, poker rossoblu. Che disfatta.
SI VUOLE QUALCOSA IN PIÙ
Quel che pesa è il contorno. I primi fischi della tifoseria a Gonçalo Ramos, un 9 che si vede spesso sulla trequarti, un Maignan che ci mette la faccia e dopo 10 mesi torna a parlare con la stampa a fine partita ammettendo che il gruppo sta vivendo un momento sfortunato, Amorim che promette di far vedere un’altra prestazione contro l’Inter. L’avvicinamento al derby è stato da incubo…ma la notte da paura del 31 ottobre sarà una crocevia, quella che potrà condannare il Milan ad un’altra stagione non di livello o che potrà risvegliare le ambizioni nell’ennesimo derby da handicap nei pronostici della vigilia.


