Milan, bilancio in rosso: ricavi in calo senza la Champions League
La perdita di 24 milioni rappresenta un’inversione di tendenza per il Milan. Nei primi anni della gestione RedBird, il club aveva potuto contare sia sulle risorse lasciate dalla precedente proprietà Elliott, protagonista del risanamento aziendale, sia sulla crescita dei ricavi. Gli investimenti sul mercato erano stati sostenuti anche dai flussi di cassa generati dalla gestione ordinaria.
L’assenza dalle competizioni europee ha però cambiato gli equilibri. Nell’ultima stagione, i ricavi sono scesi da 411 a 357 milioni di euro. Il calo ha riguardato soprattutto i diritti televisivi, passati da 154 a 92 milioni, e gli incassi al botteghino, diminuiti da 70 a 57 milioni.
In controtendenza le sponsorizzazioni, cresciute da 91 a 111 milioni, con Emirates che contribuisce per 30 milioni. A queste entrate si sono aggiunti 22 milioni derivanti dall’indennizzo previsto dalla transazione con Img.
Il Milan ha cercato di contenere lo squilibrio riducendo i costi complessivi, scesi da 479 a 464 milioni, e sfruttando le plusvalenze generate dalle cessioni. Il player trading ha prodotto 108 milioni, di cui 87 milioni di plusvalenze. Tra le operazioni più rilevanti figurano le cessioni di Malick Thiaw, con 30 milioni di plusvalenza, Theo Hernandez, con 22, e Jimenez, con 15 milioni, nonostante i 7 milioni riconosciuti al Real Madrid come sell-on fee.
Queste operazioni non sono bastate a evitare il primo esercizio in perdita della gestione Cardinale. Il patrimonio netto resta comunque consistente, pari a 176 milioni di euro, mentre l’indebitamento finanziario netto è salito da 93 a 145 milioni, anche per il maggiore ricorso al factoring, lo strumento che consente di anticipare crediti futuri. L’esposizione rimane sotto controllo e sensibilmente inferiore a quella di Inter e Juventus, ma la proprietà ha scelto di intervenire per evitare ulteriori pressioni sui conti.
Milan, aumenta il budget per la rosa
Un altro elemento centrale riguarda il costo della squadra, cresciuto progressivamente negli ultimi anni. Nella stagione 2022-23, la prima della gestione Cardinale, gli stipendi dei tesserati ammontavano a 149 milioni di euro, mentre gli ammortamenti dei cartellini dei calciatori si fermavano a 51 milioni.
Nel 2025-26, le stesse voci sono state rispettivamente di 146 e 95 milioni. Gli ingaggi sono diminuiti rispetto all’esercizio precedente, soprattutto per quanto riguarda i calciatori, con una riduzione da 137 a 116 milioni. Al contrario, il costo degli allenatori è aumentato da 6 a 16 milioni, anche in seguito all’arrivo di Massimiliano Allegri.
Per la stagione 2026-27, tuttavia, è previsto un nuovo incremento: circa 150 milioni per gli stipendi e 125 milioni per gli ammortamenti. Una previsione che riflette anche la strategia adottata sul mercato estivo, durante il quale il Milan ha registrato l’acquisto più oneroso dell’era RedBird: Gonçalo Ramos, arrivato per 73 milioni di euro.
Rispetto al 2022-23, il budget sportivo annuale del club è cresciuto così di circa 75 milioni. Una scelta che comporta rischi finanziari, ma che risponde alla volontà della proprietà di aumentare il valore dell’asset rossonero e riportare la squadra stabilmente ai vertici del calcio italiano ed europeo.
Nuovo stadio, il Milan investe sul progetto San Siro
A sostenere le prospettive del club c’è anche il progetto legato al nuovo stadio. Nel bilancio emerge infatti un primo versamento da 5,4 milioni di euro alla controllata Red StadCo, che detiene il 50% di NSM Holdings, la società condivisa con l’Inter che ha acquistato lo stadio Meazza dal Comune.
Il progetto San Siro rappresenta un tassello strategico per il futuro economico del Milan. Nuove infrastrutture potrebbero infatti contribuire a rafforzare i ricavi e la competitività del club nel lungo periodo, riducendo la dipendenza dalle entrate legate ai risultati sportivi.
La proprietà si trova quindi davanti a una fase decisiva: da un lato, i conti risentono dell’assenza dalla Champions League e dell’aumento dei costi della rosa; dall’altro, gli investimenti sul mercato e sul fronte dello stadio puntano a rilanciare il progetto rossonero. Il sostegno finanziario di RedBird sarà fondamentale per accompagnare questa strategia, nell’attesa che i risultati sportivi e le nuove opportunità di ricavo tornino a incidere positivamente sul bilancio.


