Il Milan ha chiuso il bilancio consolidato al 30 giugno 2026 con una perdita netta di 23,716 milioni di euro, in netto peggioramento rispetto all’utile di 2,994 milioni registrato nell’esercizio 2024/25. Si interrompe così la serie di tre bilanci consecutivi in utile, iniziata nella stagione 2022/23. Dal 2022 il club è controllato dal fondo RedBird, appartenente all’imprenditore americano Gerry Cardinale. I dati emergono dai documenti relativi al bilancio consolidato 2025/26, in vista dell’assemblea dei soci convocata per il 29 ottobre 2026, chiamata ad approvare il bilancio d’esercizio e a esaminare quello consolidato.
La principale causa del ritorno in perdita è stata la mancata partecipazione alle competizioni europee, che ha comportato minori entrate per circa 70-80 milioni di euro tra diritti televisivi e ricavi da gare. Il club ha compensato solo parzialmente questo calo attraverso le plusvalenze derivanti dalle cessioni dei calciatori e l’aumento delle sponsorizzazioni.
Ricavi del Milan
Il valore della produzione è sceso da 494,529 milioni di euro nel 2024/25 a 464,591 milioni nel 2025/26, con una diminuzione di 29,938 milioni, pari a circa il 6,1%. La stagione precedente aveva rappresentato il record di fatturato del club.
La voce maggiormente penalizzata è stata quella dei diritti televisivi, diminuiti da 154,216 a 91,731 milioni di euro, con una perdita di 62,485 milioni, pari al 40,5%. Anche i ricavi da gare sono calati, passando da 69,517 a 56,497 milioni, con una riduzione di 13,020 milioni.
Al contrario, i ricavi da sponsor, attività commerciali e royalties sono cresciuti da 152,327 a 166,336 milioni di euro, sostenuti soprattutto dall’incremento delle sponsorizzazioni, passate da 91,1 a 110,6 milioni.
Un contributo importante è arrivato dalla gestione dei diritti dei calciatori, i cui proventi sono aumentati da 83,171 a 107,669 milioni di euro. Le plusvalenze sono salite da 55,900 a 86,644 milioni, con un incremento di 30,744 milioni, grazie principalmente alle cessioni di Malick Thiaw, Theo Hernández, Alejandro Jiménez e Noah Okafor.
Gli altri ricavi sono aumentati da 35,298 a 42,358 milioni di euro. Tra questi figura anche un contributo di 21,5 milioni contabilizzato nell’ambito dell’accordo transattivo relativo al contenzioso sui diritti televisivi con IMG. Tale somma ha contribuito a limitare la diminuzione complessiva del fatturato.
Costi e gestione economica
I costi complessivi sono diminuiti da 478,481 milioni di euro nel 2024/25 a 463,565 milioni nel 2025/26, con un risparmio di 14,916 milioni, pari al 3,1%. La riduzione, tuttavia, non è stata sufficiente a compensare il calo dei ricavi.
La principale voce di spesa è rimasta quella del personale, pari a 179,855 milioni di euro, contro 188,717 milioni dell’esercizio precedente. All’interno di questa voce, salari e stipendi sono scesi da 172,324 a 163,577 milioni, soprattutto per la diminuzione dei compensi contrattuali e dei premi del personale tesserato.
I costi per servizi sono diminuiti da 91,409 a 84,822 milioni, mentre quelli per materie prime, materiali di consumo e merci sono passati da 22,782 a 20,694 milioni. Sono invece aumentati i costi per il godimento di beni di terzi, da 15,802 a 17,209 milioni, mentre gli altri costi sono rimasti pressoché stabili, passando da 39,748 a 39,818 milioni.
Gli ammortamenti delle immobilizzazioni immateriali sono aumentati da 96,414 a 107,737 milioni di euro, principalmente a causa degli investimenti sul mercato dei calciatori. La voce complessiva di ammortamenti e svalutazioni è passata da 120,023 a 121,167 milioni. L’incremento degli ammortamenti è stato parzialmente compensato dalla diminuzione delle svalutazioni, scese da 19,7 a 4,9 milioni.
La differenza tra valore della produzione e costi è risultata positiva per appena 1 milione di euro, contro i 16 milioni dell’esercizio precedente. La gestione finanziaria ha registrato un saldo negativo di 13,4 milioni, rispetto ai 7 milioni del 2024/25. Le rettifiche negative di valore delle attività finanziarie hanno aggiunto ulteriori 3,6 milioni di impatto negativo.
Di conseguenza, il risultato prima delle imposte è stato negativo per 15,991 milioni di euro, contro un risultato positivo di 9,798 milioni nell’esercizio precedente. Dopo le imposte, il risultato netto consolidato è sceso a -23,716 milioni, rispetto ai +2,994 milioni del 2024/25.
Secondo la relazione finanziaria, il peggioramento di 26,7 milioni è dovuto principalmente alla riduzione del valore della produzione per 29,9 milioni, al peggioramento della gestione finanziaria per 6,4 milioni, alle maggiori rettifiche negative per 4,4 milioni e all’aumento delle imposte nette per 0,9 milioni. Questi effetti sono stati compensati soltanto in parte dalla riduzione dei costi di circa 14,9 milioni.
Patrimonio netto, indebitamento e sostegno della proprietà
Al 30 giugno 2026, il patrimonio netto consolidato del Milan era positivo per 175,7 milioni di euro, in diminuzione rispetto ai 199,4 milioni del 30 giugno 2025. Il calo è riconducibile principalmente alla perdita d’esercizio di 23,7 milioni.
La posizione finanziaria netta consolidata ha invece evidenziato un indebitamento netto di 145,3 milioni di euro, rispetto ai 92,6 milioni dell’anno precedente, con un peggioramento di circa 52,7 milioni.
Per sostenere il club, il 19 agosto 2026, dopo la chiusura dell’esercizio, l’azionista di maggioranza, attraverso la società olandese ACM Bidco B.V., ha effettuato un versamento di 53 milioni di euro in conto futuro aumento di capitale. Le risorse sono destinate principalmente a finanziare i costi legati all’acquisizione dei diritti alle prestazioni sportive dei calciatori. L’eventuale aumento di capitale dovrà essere deliberato entro il 28 febbraio 2029.
Infine, la società ha comunicato di aver ricevuto un impegno di sostegno finanziario e patrimoniale dall’azionista di maggioranza, confermato anche dal titolare effettivo ultimo, Gerry Cardinale. Tale impegno si estende fino a dodici mesi dopo l’approvazione del bilancio al 30 giugno 2026, a conferma del supporto della proprietà alla stabilità finanziaria del Milan.


