Il rossonero Luka Modric in occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale ha rilasciato una lunga intervista al Milan per parlare del benessere mentale. Di seguito le parole di Modric.
Modric si racconta
«Quando sono da solo non sono una persona che pensa molto a sé stessa. Cerco di pensare alle persone che ho intorno, a come posso aiutarle, a come posso rendere felici i miei amici e la mia famiglia. Sono questi i pensieri che faccio, non sono una persona che pensa troppo a sé stessa. Penso anche a come posso migliorare come persona. Queste sono le cose a cui penso. A volte vorrei pensare di più a me stesso e fare qualcosa per me, senza preoccuparmi sempre degli altri, ma questo fa parte della mia personalità, del mio carattere e sono felice di essere così».
Modric prosegue: «Se devo essere sincero, mi piace avere questa pressione perché sento di rendere meglio rispetto a quando sono rilassato. Per questo, nella vita devi sempre dimostrare qualcosa ogni giorno, soprattutto nello sport e nel calcio. Ogni giorno è una nuova sfida, devi continuare a migliorare, dimostrare quanto vali, perché quello che hai fatto in passato viene dimenticato in fretta. Devi sempre dimostrare agli altri quanto vali. A volte è difficile, ma è la legge della vita e dello sport. Io rendo bene sotto pressione e mi piace sentirla».
Sulla considerazione che il gruppo ha di lui: «La verità è che è bello sentire queste cose, ti fa sentire orgoglioso. Il mio ruolo e modo di pensare consiste nell’essere sempre positivo e nell’aiutare gli altri. Soprattutto quando vedo qualcuno che sta attraversando un momento difficile, cerco di parlargli, consigliarlo e stargli vicino. E faccio ciò anche per la squadra in generale. Essere positivo, aiutare in ogni momento, essere un esempio per tutti nel lavoro, nel comportamento e in tutto il resto. In tutte quelle cose che sono importanti, perché una squadra e una famiglia funzioni bene».
Sul benessere personale: «Cerco di essere una persona positiva e di pensare cose positive, così cerco di mantenere questo benessere. Anche se nella vita succedono tante cose, quando capita qualcosa di negativo, cerco di non soffermarmi troppo a lungo. Cerco di concentrarmi il prima possibile sugli aspetti positivi. Non ricordo un momento preciso che mi faccia dire: ‘Ecco questo è il momento che mi ha reso più forte’. Io credo che ci siano stati tanti momenti nel corso della vita. Mentre crescevo, tante persone hanno dubitato di me per via della mia altezza e del mio fisico. Hanno sempre avuto questi dubbi. Quando senti queste cose, ti danno la motivazione per dimostrare agli altri che si sbagliano. Questo ti rende mentalmente più forte. Sono diverse cose che succedono durante l’infanzia e quando cresci, poi quando sei adulto succedono tante altre cose che contribuiscono a renderti più forte».
Sui momenti negativi: «Direi che bisogna avere fiducia in sé stessi, credere in sé stessi, continuare a lavorare anche quando pensi che non ci sia una via d’uscita. È proprio in quei momenti che bisogna crederci ancora di più e lavorare per raggiungere il proprio obiettivo, non bisogna permettere agli altri di buttarti giù. Spesso le persone lo fanno, ti criticano e cercano di scoraggiarti. Non bisogna permetterglielo, bisogna avere fiducia in sé stessi, credere nelle proprie capacità e non arrendersi mai. Questo direi ai giovani. E direi loro di essere felici di quello che fanno, perché è importantissimo. Che trovino ciò che li rende felici e cerchino di ottenerlo».
«La preparazione è molto importante. Sono uno a cui piace prepararsi nel miglior modo possibile prima delle partite. Mi piace analizzare molto l’avversario, capire contro chi gioco, quali sono punti di forza e debolezze. Penso agli aspetti da cui posso trarre vantaggio in campo, presto molta attenzione a queste cose. Cerco di anticipare mentalmente le situazioni che potrebbero verificarsi in campo e a come reagire. A volte reagisci istintivamente, ma altre volte puoi prepararti in anticipo ad affrontare certe situazioni, puoi pensare a come comportarti in certi momenti della partita».
«Dico sempre che quando vinci e provi quella sensazione, vuoi provarla di nuovo. Sono queste le cose che mi spingono ad andare avanti, soprattutto l’amore per quello che faccio. Le persone mi chiedono sempre quale sia il mio segreto: non ci sono segreti. Credo che la cosa più importante sia amare quello che fai e dedicarti al 100%. Io vivo per quello che faccio, vivo per il calcio, praticamente 24 ore su 24. Sono queste le cose che ti spingono a continuare con quella voglia di tornare a vincere e competere. Sono una persona molto competitiva, voglio sempre capire a che punto sono rispetto agli altri. Questo mantiene la mia fame di vittoria».
«Non mi sono mai sentito invincibile, perché l’invincibilità non esiste, nessuno lo è. E io non ho mai avuto questa sensazione per me stesso. Mai nella vita. Ho sempre cercato di rispettare tutti e lottare per gli obiettivi che mi sono prefissato».
«Onestamente, non ho mai avuto la sensazione di non essere abbastanza. Così come prima dicevo di non essermi mai sentito invincibile, mai ho avuto la sensazione di non sentirmi abbastanza, soprattutto agli occhi di me stesso. Il mio modo di essere e il mio carattere mi hanno sempre portato a pensare positivo, a dare il massimo di me stesso e basta».
«Come vivo le partite negative? Quando succede nella vita e nel calcio provo delusione, tristezza e rabbia, ma sono cose normali. Il bello del nostro sporto dopo 2-3 giorni hai un’altra partita e devi cercare di dimenticare quello che successo, prepararti per evitare che accada di nuovo.
Me le porto a casa queste sensazioni? Si perché fa parte del mio carattere. Quando ci sono partite negative non posso solo dimenticarmene, non solo fatto così. Mi porto a casa queste sensazioni e analizzo i miei errori per poterli correggere. Mi piace riguardare le partite e analizzarle, a volte quello che succede in una partita si ripete in un’altra, allora reagisci in modo diverso, Hai in mente gli errori e agisci diversamente, per questo preferisco analizzare tutto.
Poi ovviamente c’è la famiglia, soprattutto i figli che quando mi vedono cercano di farmi uscire da quello stato d’animo, ma non è facile perché per me il calcio è qualcosa che amo profondamente, amo analizzare quello che è successo. Non è che mi piace portarmi a casa queste sensazioni, magari riuscissi a non farlo, ma sono fatto così.
Ne parlo con mia moglie? Cerco di elaborare tutto per conto mio. Certo, ne parlo con mia moglie, amici e di chi mi fido. Mi piace parlarne con loro, ma anche tenermele per me e analizzare meglio per conto mio. Ci sono persone che mi piace ascoltare, quando vivi una situazione in prima persona vedi le cose in un modo e chi è fuori in un altro, così puoi confrontarti e magari ti aiutano a vedere le cose da una prospettiva diversa e questo aiuta».
«Come vivo i momenti belli? Riesco a godermeli. Mi piace sentirmi felice e orgoglioso di qualcosa che ho fatto bene, ma se devo essere sincero succede poche volte perché tutto passa molto velocemente, per cui non hai molto tempo per goderti quello che è successo ieri. Devi rifare tutto da capo, ma ci sono momenti in cui sono felice e orgoglioso di me stesso e riesci a goderti davvero.
Un momento bellissimo? Ce ne sono tanti, soprattutto quando sono nati i miei figli. Credo sia una delle esperienze che una persona possa vivere, per me sono stati i momenti migliori della mia vita. Nel calcio ho vinto tante e sono orgoglioso e felice di quello che ho ottenuto, ma la cosa più importante è quella che dicevo prima».
Modric conclude: «Come sto? Sto vivendo un momento di felicità, sono contento e orgoglioso di me stesso e della vita che ho costruito, dei miei amici e della mia famiglia. Sono pieno di felicità e orgoglio per quello che ho costruito, sono grato alle persone che ho intorno. Per questo mi sento sereno, felice e orgoglioso».
L’iniziativa del Milan nella Giornata Mondiale della Salute Mentale
«Nella Giornata Mondiale della Salute Mentale, AC Milan presenta The Chamber, la nuova original series che parte dall’esperienza degli atleti per aprire una conversazione sul benessere mentale. Lo sport insegna che, come il corpo, anche la mente si costruisce e si allena nel tempo. Chi compete ai massimi livelli lo sperimenta ogni giorno, imparando a conoscersi, a crescere e ad affrontare pressioni, aspettative e momenti di difficoltà. Un tema che parla a tutti, a partire dai più giovani.
È questo il punto di partenza di The Chamber: un’esperienza tanto semplice quanto radicale, che riduce al minimo il rumore esterno per lasciare spazio all’ascolto di sé. In una camera semi-anecoica, i protagonisti rossoneri restano soli con il proprio respiro, il battito e i pensieri. All’uscita, Luca Casadei, giornalista, autore e conduttore di podcast, accompagna ciascuno in un dialogo aperto che parte da quanto appena vissuto e lascia spazio alle riflessioni più personali.
Ad aprire la serie è Luka Modrić, che racconta il proprio rapporto con pressione e aspettative e come ha imparato nel tempo a trovare il proprio equilibrio. A lui seguiranno Kay-Lee de Sanders, Matteo Gabbia, Mario Gila, Yunus Musah, Filippo Plazzotta, Nadine Sorelli e l’atleta paralimpico Simone Barlaam, con storie e prospettive diverse.
Sostenere i giovani nello sviluppo di fiducia, resilienza e consapevolezza di sé significa aiutarli a crescere e ad affrontare le sfide future. È un approccio radicato nel lavoro che Fondazione Milan porta avanti da sempre, utilizzando lo sport come strumento di cambiamento sociale e di crescita per le nuove generazioni. Oggi questo impegno pone un focus specifico sul benessere mentale, una delle sfide più rilevanti per i giovani, promuovendo un approccio più proattivo: costruirlo e rafforzarlo nel tempo, non solo intervenire nei momenti di difficoltà.
A settembre, Fondazione Milan ha lasciato il proprio spazio sulla maglia della Prima Squadra maschile nelle competizioni europee a The Madhappy Foundation, portando il tema davanti a un pubblico globale, con il supporto del programma Take Care di UEFA. Il percorso proseguirà nel corso della stagione con nuovi progetti, iniziative e momenti di sensibilizzazione dedicati al tema.
Il primo episodio di The Chamber è disponibile da oggi su YouTube, sul sito e sull’app ufficiale di AC Milan».


