Erano stati tra i volti più interessanti dell’estate rossonera, oggi sono due giovani in attesa della loro occasione. Come racconta Tuttosport, Christian Comotto e Francesco Camarda hanno visto ridursi drasticamente il proprio spazio nelle prime settimane della stagione, nonostante la fiducia mostrata dal Milan e da Ruben Amorim durante il precampionato. Due situazioni diverse, accomunate dalla stessa necessità: giocare per continuare a crescere.
Comotto, la concorrenza è tanta
Comotto è rimasto a Milanello proprio su indicazione di Amorim, che aveva deciso di non mandarlo in prestito per permettergli di crescere anche accanto a Luka Modric. Il centrocampista classe 2008, però, tra qualche problema fisico e una concorrenza molto ampia, non ha ancora trovato spazio. Zero minuti tra Serie A ed Europa League. Davanti a lui ci sono Rabiot, Modric, Musah, Jashari e Loftus-Cheek e, in un reparto con appena due posti, ritagliarsi continuità non è semplice. A gennaio potrebbe quindi tornare d’attualità l’ipotesi prestito, con Parma e Monza che lo avevano già seguito in estate.
Camarda, ora serve più spazio
Diverso il discorso per Camarda, sul quale Amorim aveva puntato con maggiore decisione. Il Milan ha scelto di non acquistare un altro vice-Ramos proprio perché il tecnico portoghese aveva individuato nel giovane attaccante la prima alternativa al centravanti titolare. Il campo, però, ha raccontato finora un’altra storia: appena otto minuti nelle prime sei gare ufficiali, cinque contro la Lazio e tre con il Lecce. Con il calendario che si infittisce, dopo la sosta dovrà arrivare qualche opportunità in più: non solo per dare fiato a Ramos, ma anche per permettere a Camarda di trasformare le promesse dell’estate in esperienza vera.



[…] qui la possibilità di rivedere il piano durante il mercato invernale. Il Milan potrebbe valutare un prestito nella seconda parte della stagione, soprattutto qualora lo spazio dovesse continuare a […]