Milan alla ricerca di una nuova identità sportiva. E no, non è più quello di una volta

È un refrain che ormai siamo abituati a sentire da anni, un concetto che rasenta la banalità talvolta. Il Milan non è più quello di un tempo. No, non lo è, è oggettivo, ma per certi aspetti non potrebbe essere diversamente.

Ci sono state due ere particolarmente significative nella storia del club, e facciamo riferimento all’epoca degli anni 60, con le due Coppe dei Campioni del 1963 e 1969, peraltro con proprietà e presidenti diversi – Rizzoli prima, Carraro poi – in un decennio segnato dalla guida tecnica di Nereo Rocco. Per arrivare naturalmente poi all’era Berlusconi dove nei circa 20 anni tra il 1988 e il 2007 il Diavolo ha vissuto una grandeur irripetibile che tutti conosciamo molto bene.

In 127 anni di Storia dunque, ‘solo’ tre decenni hanno arriso ai rossoneri. Questi due determinati e determinanti periodi storici hanno reso il Milan una squadra nobile di questo gioco. Una società ammirata e rispettata in tutto il mondo.

Il fatto che si facciano confronti diretti con la gestione berlusconiana rischia di essere fuorviante. Certo viene naturale perché nella linea temporale non c’è un’enorme distanza, ma è anche vero che il mondo del calcio è intanto notevolmente cambiato. Non ci sono famiglie che detengono i club ma per lo più fondi. È un segno tangibile dei tempi e questo fattore di per sè cambia totalmente l’assunto.

Ma le differenze sono anche legate alle regole dei regimi economico-finanziari continentali, e sopratutto nella crescita esponenziale di altri mercati e campionati come quello inglese, che condizionano notevolmente le dinamiche sportive.

Questo non significa che non si debba guardare al passato. È giusto, lecito, sano aspirare a tornare grandi, ma per farlo serviranno strategie all’altezza dei tempi. Non vogliono essere colonne in difesa di Gerry Cardinale. Ma sentire l’agente Riso o il grande Rivera sottolineare per l’ennesima volta che «il Milan non è più quello di una volta» un po’ stanca, è un assioma universalmente riconosciuto.

Tutti i tifosi milanisti vogliono tornare a vincere e farlo magari anche con continuità. Ma per farlo serve guardare verso il futuro e non al passato.

Milan: Gerry Cardinale (Photo Credit: Getty Images)
Milan: Gerry Cardinale (Photo Credit: Getty Images)

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