La sosta per le nazionali è ormai oltre il 60% del suo percorso: restano le ultime partite, poi sarà tempo di tornare a concentrarsi sui rispettivi club. Loftus-Cheek è rimasto a Milanello, seguito da vicino da Amorim, con l’obiettivo di abbattere un muro che negli ultimi anni si è fatto sempre più alto: quello degli infortuni e della continuità di rendimento. Oggi è una riserva nelle gerarchie del centrocampo e, quando entra, fatica a incidere sul gioco come aveva fatto nel suo primo anno in Italia.
Loftus-Cheek: situazione non semplice da gestire
Continuando così, il rinnovo rischia di rimanere soltanto un pour parler. La trattativa con l’entourage dell’inglese ex Chelsea non è mai iniziata e, al momento, non sembra destinata a decollare. I fischi ricevuti appena cinque minuti dopo il suo ingresso contro il Lecce hanno sorpreso tutti nell’ambiente rossonero, a maggior ragione il diretto interessato, apparso quasi intimidito nel momento di prendere palla.
Gli elogi ricevuti da Amorim durante le amichevoli hanno lasciato spazio al silenzio, fotografia di un cambio di rotta maturato nel giro di pochi mesi. Nelle gerarchie, ormai, anche Jashari gli è davanti, senza dimenticare l’intoccabile Rabiot e la gestione dell’esperienza di Modric, da dosare con estrema cautela. Tra trequartisti e attaccanti, invece, Pulisic si è sbloccato dopo un lungo digiuno e Cisse spinge per ritagliarsi spazio. Per Loftus-Cheek, insomma, la situazione non è semplice da gestire.
Cosa aspettarsi al rientro di ottobre
Finora ha collezionato cinque presenze, tre delle quali da titolare, ma ora che il centrocampo offensivo sta assumendo una fisionomia più definita, Amorim sembra orientato a puntare su altri interpreti. Il calendario di ottobre – tra Serie A ed Europa League – sarà particolarmente impegnativo e Loftus-Cheek pare sprofondato nelle gerarchie dell’allenatore portoghese. Farsi trovare pronto per dare una mano alla squadra, dunque, sarà fondamentale. A patto, soprattutto, che il fisico lo accompagni.


