Milan, Ramos pronto a spegnere le critiche dopo Juventus e Lazio

Settantaquattro milioni di euro, il colpo più costoso nella storia del Milan e un compito che a Milanello nessuno prova più a nascondere: essere il centravanti che ai rossoneri mancava da anni. Gonçalo Ramos è arrivato in estate da Parigi con la reputazione di chi ha vinto tutto senza mai essere davvero titolare, uno che ha imparato a decidere le partite entrando a gara in corso e ora si ritrova dall’altra parte, quella in cui la squadra costruisce intorno a lui e non lui intorno alla squadra. È un cambio di prospettiva che si sta rivelando più complicato del previsto.

L’esordio con gol a San Siro, dopo due occasioni sprecate contro il Venezia, aveva illuso che l’ambientamento sarebbe stato rapido. Da lì, però, il portoghese si è un po’ smarrito proprio nelle partite che contano di più. A Torino, contro la Juventus, il Milan è riuscito a interrompere un digiuno di gol nella sfida diretta che durava da tre partite, e Ramos è rimasto ai margini di una serata decisa da due subentrati, Cisse e Gatti, con il pareggio firmato al 90′ che ha lasciato l’amaro in bocca a tutto l’ambiente rossonero.

Sette giorni dopo, all’Olimpico contro la Lazio, è andata anche peggio sul piano personale: un solo tiro tentato, zero conclusioni verso la porta, zero occasioni create nonostante quasi dieci chilometri percorsi. Il Milan si è salvato con la doppietta di Diego Moreira dalla panchina, rimontando da 0-2 a 2-2, ma l’attaccante più pagato della rosa è apparso quasi un corpo estraneo al gioco di Ruben Amorim, poco servito e poco cercato dai compagni nei momenti chiave.

È il paradosso che accompagna ogni acquisto record: più alto è l’investimento, più stretto diventa il margine di pazienza concesso. Ramos non è un giocatore fatto per giocare spalle alla porta e lontano dall’area, eppure è esattamente lì che il Milan lo sta spesso costringendo a lavorare, con una manovra che raramente riesce a portare uomini a ridosso della difesa avversaria. Lo stesso portoghese, alla vigilia della sfida di Torino, aveva provato ad abbassare la pressione sui numeri personali: non contano i gol, aveva detto, conta lo scudetto. Parole sincere, probabilmente, ma che stridono con la realtà di un centravanti chiamato a essere il terminale di un attacco che il mercato estivo ha ridisegnato quasi interamente intorno a lui.

Domani sera arriva l’occasione per invertire la rotta, non in una partita qualunque. A San Siro sbarca il Benfica, la squadra che lo ha cresciuto, lanciato e reso un nome noto in Europa prima del salto a Parigi: oltre cento presenze e quarantuno reti con le Aquile, il titolo di campione del Portogallo nel 2022/23, la maglia che ha indossato da ragazzo prima di diventare l’investimento più oneroso della storia rossonera. È l’esordio del Milan nella fase campionato di Europa League, la competizione in cui Amorim vuole rilanciare un club reduce da una stagione giudicata un fallimento dalla proprietà, e Ramos arriva all’appuntamento con la necessità doppia di sbloccarsi contro i suoi ex compagni e di dimostrare, davanti al proprio pubblico, di poter reggere il peso che si è caricato sulle spalle accettando questa maglia. Un gol al Benfica avrebbe un sapore particolare, quasi liberatorio. Ma soprattutto servirebbe a spegnere, almeno per una sera, le domande e le critiche che dopo Juventus e Lazio hanno cominciato a circondare il suo inizio di avventura milanese.

Lazio-Milan: Goncalo Ramos, Josip Sutalo (Photo Credit: Marco Iacobucci / IPA Sport / IPA via IPA Agency)
Lazio-Milan: Goncalo Ramos, Josip Sutalo (Photo Credit: Marco Iacobucci / IPA Sport / IPA via IPA Agency)

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