«Il tempo è prezioso». È forse questa la frase che più di tutte riassume il pensiero di Ruben Amorim alla vigilia di Lazio–Milan. Domani alle 18:00, all’Olimpico, i rossoneri affronteranno la squadra dell’ex Gennaro Gattuso, ma oltre alla partita c’è un concetto che merita di essere sottolineato: per costruire qualcosa di importante serve tempo.
Non è una richiesta di pazienza fine a se stessa. Amorim sa perfettamente quale sia il peso della maglia del Milan e lo ha ribadito chiaramente: «Non voglio che i giocatori si dimentichino il peso e la responsabilità di giocare qui». La pressione c’è, deve esserci e non può essere cancellata. Allo stesso tempo, però, non si può pretendere che un progetto appena iniziato dia già tutte le risposte.
Juventus e Inter: i grandi progetti hanno avuto bisogno di tempo
Basta guardarsi indietro per capirlo. La Juventus dei nove scudetti consecutivi non è diventata dominante dall’oggi al domani. C’è stato un percorso, fatto di scelte, idee, investimenti e tempo. Lo stesso discorso vale per l’Inter che oggi è una delle realtà più solide del calcio italiano: non si è costruita in una settimana, né tantomeno in tre partite.

E allora perché il Milan dovrebbe essere diverso?
I rossoneri hanno conquistato 7 punti nelle prime tre giornate di campionato, grazie alle vittorie contro Torino e Venezia e al pareggio ottenuto allo Stadium contro la Juventus. Non è certamente un bottino da buttare, anzi. L’inizio non è dei peggiori e permette ad Amorim di lavorare con una certa serenità.
È altrettanto vero, però, che sul piano del gioco si è visto ancora poco. Il Milan deve crescere, deve trovare maggiore continuità e deve trasformare le idee dell’allenatore in qualcosa di più concreto sul campo. Ma siamo appena all’inizio.
Prima di criticare, lasciamo lavorare Amorim
Tre giornate sono ancora troppo poche per emettere sentenze. Soprattutto quando si parla di un allenatore che ha appena iniziato il proprio percorso sulla panchina rossonera e che sta cercando di trasmettere alla squadra concetti nuovi. Le idee ci sono. La volontà pure. E i primi sette punti sono un dato che non va certamente ignorato.
Ora serve pazienza. Non significa accettare qualsiasi cosa o rinunciare alle ambizioni: significa semplicemente capire che costruire per vincere con continuità richiede tempo. Amorim lo ha chiesto senza nascondersi dietro a nessun alibi: «Noi dobbiamo vincere, è l’unica cosa che conta per me».
È questo lo spirito giusto. Il Milan deve vincere, certo. Ma prima di iniziare a sparare le prime critiche, lasciamo lavorare Amorim. Il tempo dirà se il progetto sarà quello giusto. Per ora, però, diamogli il tempo di costruirlo.



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