Demetrio Albertini ha rilasciato un’intervista ai microfoni della Gazzetta dello Sport in vista di Lazio-Milan, match in programma domani alle ore 18.00 allo Stadio Olimpico. L’ex centrocampista rossonero ha parlato di più temi riguardanti il mondo rossonero: ecco un estratto.
Albertini sul Milan: «Progetto che va sostenuto con fiducia a prescindere»
«La difficoltà è nel ripartire da zero, e purtroppo è già successo troppe volte negli ultimi anni. Allenatore, uomini, progetto tattico: tutto nuovo e per forza di cose servirà tempo, specie di fronte alle difficoltà che probabilmente arriveranno. Il progetto deve essere sostenuto con fiducia a prescindere. Amorim mi piace molto, finalmente c’è l’idea di poter vedere una squadra spregiudicata, un atteggiamento più spavaldo dei singoli. Chiaro che avere tanti giocatori portati all’uno contro uno può aprire anche a qualche criticità difensiva ma, ribadisco, andrà sostenuto».
Albertini prosegue: «Certi cambiamenti non si vedono in un mese: a dicembre, magari, capiremo quanto sia attecchita la nuova mentalità sul gruppo. Dobbiamo imparare a essere più pazienti sia con gli allenatori che con i giocatori: oggi più che mai abbiamo bisogno di un calcio emozionale e per questo occorre tempo: non potendo più permetterci Messi, Haaland o Mbappe, dobbiamo costruire qualcosa di nostro. E il processo richiede tempo e fiducia».
Sull’obiettivo stagionale
«Deve giocare per rientrare in Champions, obiettivo già difficile. Ci sono sei squadre per quattro posti: Inter, Roma, Napoli, Juve, Como e Milan. Inter e Roma davanti a tutte, in lotta per lo scudetto, il Milan provi almeno a stare più in cima possibile e sognare. Anche il mercato è stato da Champions. In Europa League non parte favorito ma sì, può arrivare in fondo. L’Europa è sempre un percorso formativo».
Su Goncalo Ramos, Camarda e Comotto
«Al Venezia ha fatto un gol da vero bomber, con un grande taglio e una straordinaria velocità di esecuzione. Deve essere supportato al meglio perché con gol e prestazioni dimostri tutto il suo valore. Bene Ramos dunque, ma vorrei vedere anche Camarda. Vorrei ci fosse più coraggio nel lanciare i ragazzi. Amorim ha dimostrato di averlo avuto in passato e di fare le sue scelte non in base all’età o a gerarchie prestabilite, ma puntando su chi reputava pronto per giocare, giovane o meno. A Camarda darei una chance, così come a Comotto di cui mi parlano tutti molto bene ed è bravissimo. Un allenatore che arriva dall’estero ha questa cultura e più facilità nel prendere certe decisioni: qui da noi, specie negli ultimi anni, è sempre stato complicato».
Su Modric
«Ho parlato con lui una decina di giorni fa al Galà del Calcio, siamo stati un po’ insieme. Vero che Amorim vuole un gioco più intenso ma Luka sta bene fisicamente e in questa situazione tattica da uno contro uno si sente anche più protetto, più aiutato. Per questo capisco la scelta di proporre Musah al suo fianco, anche perché sembra un altro giocatore…».



[…] Comotto non ha ancora debuttato in questa stagione, nonostante il buon precampionato. Durante il prossimo mese e mezzo, però, ci sarà spazio anche per lui dovendo il Milan giocare 9 partite in poco meno di 30 giorni. Sarà fondamentale ruotare gli elementi a disposizione e il classe 2008 sarà una pedina importante per il tecnico portoghese. […]