Cosa sei stato, Rafa?

Cosa sei stato, Rafa. Probabilmente tutto e il contrario di tutto. Il giocatore capace di far alzare San Siro semplicemente allungando il pallone, quello che per qualche istante ti faceva credere di poter diventare uno dei migliori al mondo e che, un attimo dopo, sembrava dimenticarsi persino di esserlo. Talento e incoscienza, amore e incomprensione, leggerezza e testardaggine. La verità, ahimè, è che forse non poteva che finire così.

Potevi essere re, resterai principe

Nemmeno il richiamo della meravigliosa Premier è riuscito a fermare quella testardaggine che avrebbe potuto renderti definitivamente re e che, invece, ti manterrà principe. Perché Rafa il regno lo ha avuto davvero tra le mani. Il Milan lo ha aspettato, coccolato, difeso e responsabilizzato. A tratti lui lo ha trascinato. In altri momenti è sembrato quasi non rendersi conto di ciò che avrebbe potuto diventare. Gli è sempre mancato quell’ultimo passo che separa chi possiede un talento enorme da chi decide di governarlo.

Maggio 2022, maggio 2023: imprendibile

Poi c’è quel mese che nessuno potrà cancellare. Maggio 2022. Il mese in cui il principe diventò re davvero, trascinando il Milan verso uno Scudetto che mancava da undici anni e dando il via al suo anno migliore, fino alla semifinale di Champions. Quelle corse, quegli assist, quella sensazione che bastasse servirgli il pallone per spostare una partita. Quel Leao resterà per sempre nella storia rossonera. Ed è forse proprio averlo visto raggiungere quelle vette ad aver reso così frustrante tutto ciò che è venuto dopo: sapevamo fin dove poteva arrivare perché, almeno una volta, ce lo aveva fatto vedere.

Napoli-Milan: Olivier Giroud e Rafael Leao (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
Napoli-Milan: Olivier Giroud e Rafael Leao (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)

L’ultimo paradosso di Rafa

Avrebbe voluto salutare pubblicamente il Milan e i suoi tifosi. Stasera ha sofferto per non aver potuto farlo e umanamente dispiace, perché un pezzo importante di questi anni avrebbe meritato il suo ultimo abbraccio a San Siro. Ma, come ha sintetizzato perfettamente Fabrizio Villa, il nostro “Finnone”, decano di MilanPress.it: «L’hai scelto tu e, al solito, non l’hai capito». Forse è sempre stata questa la parte mancante del ragionamento di Rafa: comprendere fino in fondo che ogni scelta porta con sé una conseguenza. Anche questa volta. E allora resteranno le corse, il sorriso, gli strappi impossibili, le giornate storte, le incomprensioni, lo Scudetto e quel meraviglioso maggio. Resterà soprattutto la sensazione di aver visto un giocatore capace di diventare qualsiasi cosa senza aver mai deciso davvero cosa volesse diventare.

Boa sorte, İyi şanslar.

 

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