Milan, la vittoria c’è ma qualcosa manca: da Torino a San Siro, la crescita di Amorim

Due partite, due vittorie, sei punti e quattro gol segnati. Il bilancio del Milan di Ruben Amorim dopo le prime due giornate è sicuramente positivo, ma sarebbe troppo semplice fermarsi ai numeri. Dopo il 2-1 di Torino, arrivato al termine di una gara dominata per larghi tratti e poi complicatasi nel finale, il 2-0 contro il Venezia ha raccontato qualcosa di diverso.

È stata la prima partita di Amorim a San Siro, la prima anche per Goncalo Ramos davanti al nuovo pubblico. E proprio il portoghese ha trovato il gol dell’1-0, confermando immediatamente quanto possa essere importante per questo Milan. Il raddoppio, invece, è arrivato in maniera decisamente più fortunosa, con l’autogol di un difensore del Venezia.

La sensazione, però, è che il risultato non racconti fino in fondo la partita.

Meno brillantezza, più continuità: il Milan è cresciuto?

A Torino il Milan aveva impressionato soprattutto nei primi 70 minuti. Ritmo, qualità, pressione e una squadra capace di imporre il proprio gioco. Poi, negli ultimi 15-20 minuti, era arrivato un calo evidente, con il Torino che aveva trovato il modo di riaprire la partita e mettere paura ai rossoneri.

Contro il Venezia è successo qualcosa di diverso. Il Milan è sembrato meno brillante, meno spettacolare e con meno sprazzi di calcio dominante, ma ha avuto una presenza più costante nell’arco dei 90 minuti. Non ha mai completamente staccato la spina, nemmeno nei momenti in cui gli ospiti sono riusciti a prendere campo.

Ed è forse proprio questo il dato più interessante. Il Milan ha giocato meno bene, ma ha giocato più a lungo.

Naturalmente non è tutto positivo. Il Venezia è andato più volte vicino al gol e, se una di quelle occasioni fosse finita in rete, la partita avrebbe potuto prendere una direzione completamente diversa. Qui entra in gioco anche una componente di fortuna: il Milan ha concesso qualcosa di troppo e non sempre è sembrato padrone della situazione.

Milan-Venezia: Mario Gila (Photo Credit: Federico Manoni / IPA Sport / IPA via IPA Agency)
Milan-Venezia: Mario Gila (Photo Credit: Federico Manoni / IPA Sport / IPA via IPA Agency)

Ma dall’altra parte ci sono le occasioni costruite dai rossoneri, che sono state diverse. E soprattutto quelle capitate sui piedi di Gonçalo Ramos. Il portoghese avrebbe potuto chiudere la partita molto prima, divorandosi alcune opportunità che, con maggiore precisione, avrebbero evitato qualsiasi sofferenza finale.

Mancano ancora pezzi importanti

Il giudizio sul Milan di Amorim, però, non può prescindere da quello che ancora manca. Rabiot, per esempio, non è ancora al 100% dopo aver iniziato tardi la preparazione e contro il Venezia non è partito dall’inizio. Eppure è difficile non considerarlo un titolare inamovibile per questo Milan.

Poi c’è Pulisic, ancora fuori, e soprattutto c’è Diego Moreira, arrivato soltanto da poco e ancora in attesa di mostrare tutto il proprio potenziale. Sono giocatori che possono aggiungere qualità, imprevedibilità e soluzioni a una squadra che, per il momento, sta costruendo la propria identità.

E allora Torino e Venezia vanno lette insieme. La prima ha mostrato il potenziale del Milan, ma anche la sua fragilità nel finale. La seconda ha mostrato una squadra meno brillante, ma più continua. È una crescita? Sì, almeno sotto alcuni aspetti. È già il Milan che vuole Amorim? Probabilmente no.

Due vittorie sono però il miglior punto di partenza possibile. Ora il compito sarà trasformarle in certezze, recuperando brillantezza e inserendo quei giocatori che possono alzare ulteriormente il livello.

Perché il Milan ha già imparato a vincere. Adesso deve imparare a farlo senza lasciare per strada pezzi della propria identità.

Milan-Venezia: Goncalo Ramos (Photo Credit: Tiziano Ballabio / IPA Sport / IPA via IPA Agency)
Milan-Venezia: Goncalo Ramos (Photo Credit: Tiziano Ballabio / IPA Sport / IPA via IPA Agency)

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