Torino, Abate: «Abbiamo subito gol evitabili, la qualità ha fatto la differenza. Abbiamo rispettato troppo il Milan»

Dopo la vittoria del Milan contro il Torino alla prima di campionato, le parole del tecnico Granata ai microfoni di Sky Sport.

Le parole a Sky Sport

«La qualità oggi ha fatto la differenza e ha inciso. Il primo tempo non mi è piaciuto molto, siamo stati troppo passivi. Se non gestisci la palla contro le grandi squadre fai fatica. Nel secondo tempo abbiamo fatto meglio, anche se abbiamo preso due gol che avremmo potuto evitare. Mi tengo comunque la reazione e ciò che abbiamo fatto nel secondo tempo. Cosa ci è mancato? Coraggio, forse abbiamo rispettato troppo il Milan».

Il passaggio a DAZN

«Nel primo tempo siamo entrati un po’ troppo timorosi, li abbiamo rispettati un po’ troppo, ci siamo abbassati troppo e poi diventa difficile. Dobbiamo aumentare qualità e coraggio nel gestire la palla. Ma abbiamo concesso poco nel primo tempo. Nel secondo tempo abbiamo alzato il baricentro e, paradossalmente, abbiamo subito quell’uno-due. Il primo gol è un gol di un campione, il secondo è arrivato su un errore, entrando troppo presto in area. Abbiamo avuto tre palle gol nitide e il rammarico è di non averla riaperta prima. Cissè? L’ho visto anche l’anno scorso al Catanzaro, l’ho incontrato per due anni in Primavera quando era al Verona. È un giocatore di grandissima prospettiva, sicuramente arriverà a grandissimi livelli, ancora di più».

La chiusura in conferenza stampa

«La verità è che il primo tempo non mi è piaciuto. Non so se l’abbiamo sentita troppo, ma abbiamo accettato troppo passivamente dietro linea palla. Forse li abbiamo rispettati un po’ troppo, non lo so. Non abbiamo corso grandi pericoli, è vero. Nel secondo tempo abbiamo entrato con un piglio diverso».

«Abbiamo preso due gol: il primo una giocata di un campione, il secondo un errore nostro. Poi abbiamo avuto tre occasioni nitide. La squadra è rimasta in piedi fino al 95′ e mi tengo questo».

«Siamo un gruppo giovane con ampi margini di miglioramento. Specialmente contro grandi squadre devi avere il coraggio di giocare la palla, altrimenti ti abbassi. Dobbiamo avere più pulizia tecnica, più coraggio nel giocare dentro».

«Njie? Dal mio punto di vista ha grandi qualità. Deve trovare la consapevolezza dei suoi mezzi e restare dentro la partita. Per noi è molto importante. Oggi ho preferito Casadei, perché il Milan se trova riferimenti ti morde e ha gamba. Volevamo portarlo a fare il doppio mediano per sfuggire alla loro pressione. Siamo tornati troppo spesso dal portiere. I cambi sono entrati bene».

«Cacciamani? Può dare tanto, ma deve crescere come tutti i giovani che devono fare esperienza. Oggi avevamo di fronte una grande squadra che lotterà per lo scudetto. Sul 2-0 chiunque poteva crollare, invece siamo rimasti lì. Dobbiamo lavorare, credere tanto nei nostri mezzi».

«Camarda, Bartesaghi? Non sta a me se possono stare a questo livello. C’è in ballo il lato affettivo, li ho visti crescere questi ragazzi. Per giocare in una grande squadre devi fare uno step mentale per le partite ogni 3 giorni, ma le qualità tecniche le hanno assolutamente».

«Necessario vendere Njie o Adams per rinforzi? Fammi la seconda domanda».

«Tifosi? Non è retorica, ci credo profondamente nel legame dell’ambiente. Dobbiamo cercare di mandare via l’aria grigia sopra di noi, ritrovare l’aria pulita. Il Torino da fuori è tanta roba, ci credo veramente. Non sono un lecchino, dico sempre quello che penso. Lavoro 24 ore al giorno con passione. Tifoserie del genere ce ne sono poche in Italia. Sono numeri da grandi piazze. Venderemo cara la pelle e l’anima. Abbiamo dei limiti, certo. Non dobbiamo però piangerci addosso dalla prima giornata. Abbiamo margini di miglioramento, i giovani sono così: hanno momenti altalenanti, devi aspettarli e io li aspetterò. Dobbiamo cercare di creare una base solida e ci vuole tempo. So che tempo non ce n’è, ma a me non me ne frega. Ho le spalle larghe».

«La società ha dato una linea guida sul mercato, sicuramente uscirà qualcuno, ma quello che dovevo dire ad entrambi l’ho detto senza interessi personali per un bene comune. Faremo qualcosa perché in alcuni ruoli dobbiamo alzare il livello e in altri siamo in pochi».

«Io posso essere spaventato dalle cose su cui posso incidere, non sulle altre. La situazione è chiara. Non penso che sia il presidente che il direttore vogliano indebolire la squadra. Cercheremo in tutti i modi di aumentare il livello».

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Torino: Ignazio Abate – MilanPress, robe dell’altro diavolo

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