Ruben Amorim si era presentato nello spogliatoio del Milan con toni amichevoli. Aveva parlato di empatia, di rapporti quotidiani da costruire giorno dopo giorno con tutte le componenti della rosa. E, in effetti, l’approccio nelle prime settimane rossonere del tecnico portoghese è stato proprio questo: dialogo aperto con tutti, attenzione alle esigenze dei singoli e tempo necessario per conoscere da vicino il gruppo.
Ora, però, è arrivato il momento delle scelte e Amorim ha dimostrato di non guardare in faccia a nessuno. Come sappiamo, quattro giocatori sono finiti nella lista dei tagli del tecnico. Senza appello, fuori dal progetto immediatamente: Fikayo Tomori, David Odogu, Youssouf Fofana e Christopher Nkunku.
Milan, la rivoluzione di Amorim parte dallo spogliatoio
Stando a quanto riferisce l’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport, la decisione nasce naturalmente da valutazioni tecnico-tattiche, ma non soltanto. Amorim ha utilizzato le settimane di lavoro tra Milanello, Australia e Indonesia anche per studiare attentamente le dinamiche interne allo spogliatoio. Comportamenti, atteggiamenti, livello di impegno, coinvolgimento e capacità di esercitare un’influenza positiva o negativa sui compagni sono stati tutti elementi presi in considerazione dall’allenatore.
Il risultato di questa analisi ha portato all’esclusione immediata dei quattro giocatori, che non si alleneranno più con il resto della squadra e non prenderanno parte alle prossime partite, almeno fino alla chiusura del mercato. Per Amorim, dunque, non conta soltanto il talento a disposizione. Il nuovo Milan dovrà avere una precisa identità anche dal punto di vista della mentalità. E chi non dimostra di essere completamente coinvolto nel progetto rischia di essere messo ai margini.
Odogu, una scelta legata soprattutto alla crescita
Su David Odogu è possibile fare un ragionamento differente. Il giovane difensore tedesco ha bisogno soprattutto di giocare con continuità e, secondo Amorim, non è ancora pronto per dare una mano al Milan attuale. La sua esclusione, quindi, non sarebbe necessariamente una bocciatura definitiva del talento del classe 2006, quanto piuttosto la presa d’atto della necessità di trovare una soluzione che gli permetta di accumulare esperienza e minutaggio. Per il Milan, il percorso di crescita del giovane centrale potrebbe dunque proseguire lontano da Milanello, probabilmente attraverso un prestito.
Tomori e Fofana, il problema non è soltanto tattico
Diverso il discorso per Tomori e Fofana. Il centrale inglese ha un contratto in scadenza e non rappresenta esattamente il profilo di difensore ideale per il sistema di gioco del tecnico portoghese. Tuttavia, a pesare sulla sua esclusione sarebbero state anche altre considerazioni. Lo stesso vale per Fofana. Il giudizio di Amorim sui due giocatori sarebbe infatti accomunato da alcuni comportamenti che non avrebbero convinto l’allenatore.
Entrambi sarebbero stati considerati poco focalizzati sul calcio e potenzialmente elementi di disturbo all’interno dello spogliatoio. Una valutazione particolarmente pesante, soprattutto considerando il ruolo che i due hanno avuto nelle ultime stagioni con la maglia rossonera. Il tecnico portoghese ha in mente una vera e propria rivoluzione per il suo Milan e vuole attorno a sé giocatori completamente coinvolti nel progetto, concentrati sul lavoro quotidiano e pronti a seguire le sue indicazioni.
Non è quindi sufficiente avere qualità tecniche o esperienza. Per rientrare nelle idee dell’allenatore serve soprattutto una disponibilità totale al lavoro e alle sue richieste tattiche. È questa la filosofia che sembra emergere dalle prime decisioni di Amorim: nessuno è intoccabile e il rendimento in allenamento può diventare determinante nelle gerarchie.
Nkunku, la bocciatura più sorprendente
La situazione più sorprendente è probabilmente quella di Christopher Nkunku. Sul francese, infatti, ha pesato soprattutto il rendimento sul campo e, in particolare, il modo in cui ha affrontato gli allenamenti. Amorim pretende intensità, applicazione e massimo impegno durante ogni seduta, ma Nkunku, secondo la valutazione del tecnico, sarebbe apparso spesso abulico e poco coinvolto nel lavoro quotidiano. Una bocciatura ancora più significativa considerando le premesse con cui il francese aveva iniziato la nuova stagione.
Nkunku si era presentato al raduno in condizioni fisiche ottimali, probabilmente come non accadeva da diverso tempo. Inoltre, proprio il sistema di gioco di Amorim sembrava poter rappresentare l’occasione ideale per riportarlo ai livelli ammirati ai tempi del Lipsia. Il trequartista francese avrebbe infatti caratteristiche potenzialmente perfette per giocare nel sistema del tecnico portoghese, soprattutto nei due giocatori alle spalle della punta.
Ma evidentemente, secondo Amorim, il problema non è soltanto tattico o fisico. La sensazione dell’allenatore è che Nkunku non sia più il giocatore ammirato in Germania, soprattutto dal punto di vista mentale. E proprio questo aspetto avrebbe portato alla decisione più drastica: separarsi immediatamente dal francese e cercare una nuova soluzione sul mercato. Il Milan dovrà quindi trovare una sistemazione anche per uno dei giocatori più costosi della rosa, arrivato in rossonero con grandi aspettative e con un investimento superiore ai 40 milioni di euro.



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