FIGC, Malagò torna nella bufera: Serie A scettica su Bianchedi. E con Maldini è rottura

A 24 ore dall’annuncio ufficiale di Giovanni Malagò, continua a tenere banco il caso legato alla nomina di Diana Bianchedi come nuovo capo delegazione della Nazionale italiana. Quella che il presidente della FIGC aveva presentato come una scelta nel segno della “rivoluzione culturale” rischia infatti di trasformarsi nella prima vera grana istituzionale della nuova gestione del calcio italiano.

Al centro della vicenda c’è la posizione della vicepresidente vicaria del CONI, chiamata da Malagò a rappresentare la Federazione negli appuntamenti ufficiali legati alla Nazionale. Una scelta che, però, ha sollevato immediatamente dubbi sulla possibile incompatibilità tra il ruolo all’interno del Comitato Olimpico e quello nella FIGC. Il risultato è un confronto che coinvolge direttamente i vertici delle due istituzioni e che potrebbe ora finire sul tavolo degli avvocati.

FIGC e CONI, il nodo dell’incompatibilità

Da una parte c’è la FIGC, con Giovanni Malagò deciso a difendere la propria scelta e convinto della legittimità della nomina. Dall’altra il CONI, che ha manifestato perplessità proprio sulla possibilità che Bianchedi possa ricoprire contemporaneamente il ruolo di vicepresidente vicaria del Comitato Olimpico e quello di capo delegazione della Nazionale.

Il punto non è soltanto formale. Bianchedi avrebbe infatti il compito di rappresentare la Federcalcio durante gli impegni ufficiali degli Azzurri, assumendo quindi un incarico di grande esposizione istituzionale. La domanda che circola negli ambienti sportivi è dunque molto semplice: cosa accadrebbe qualora il capo delegazione della Nazionale fosse chiamato contemporaneamente a svolgere un impegno istituzionale come vicepresidente del CONI?

È su questo aspetto che si stanno concentrando le valutazioni legali delle due parti. Il CONI vuole tutelarsi e verificare la compatibilità dei due incarichi, mentre la FIGC intende proseguire sulla strada tracciata da Malagò.

I precedenti nel mondo dello sport

La questione non è priva di precedenti. Negli ultimi anni, infatti, alcuni dirigenti del CONI hanno lasciato il proprio incarico quando sono stati chiamati a ricoprire ruoli istituzionali o politici di particolare rilievo. È il caso di Manuela Di Centa, che nel 2006 si dimise dalla vicepresidenza del CONI dopo essere diventata parlamentare. Un percorso simile ha riguardato anche Silvia Salis, che nel 2025 ha lasciato il ruolo nel Comitato Olimpico dopo l’elezione a sindaco di Genova.

Anche lo stesso Malagò, in passato, aveva segnalato al comitato etico del CIO la questione relativa all’incarico assunto da Di Centa in Sport e Salute, sollevando interrogativi sulla compatibilità dei diversi ruoli. Per questo motivo la posizione di Bianchedi viene osservata con particolare attenzione. L’ex schermitrice, attualmente in vacanza in Malesia, dovrà valutare anche questo aspetto prima di assumere pienamente il nuovo incarico con la Nazionale.

La scelta di Malagò divide il calcio italiano

La nomina di Diana Bianchedi non ha sorpreso soltanto il CONI. Anche all’interno del mondo del calcio la decisione ha generato reazioni contrastanti. Malagò ha scelto volutamente un profilo considerato di “rottura”, con l’obiettivo dichiarato di avvicinare il calcio alle altre discipline sportive e introdurre nella gestione della Nazionale una sensibilità differente.

Una scelta condivisa dal direttore tecnico Claudio Ranieri e dal commissario tecnico Roberto Mancini, che avrebbero dato il proprio assenso alla soluzione individuata dal presidente della FIGC. A essere sorpreso, invece, è stato il presidente del CONI Luciano Buonfiglio, che sarebbe stato informato della decisione soltanto poche ore prima dell’annuncio ufficiale.

Ma le perplessità sono emerse anche dalla Lega Serie A. I club avevano già espresso la propria preferenza per Antonio Conte come commissario tecnico e avevano quindi accolto con freddezza la scelta di Malagò. La nomina di Bianchedi, arrivata senza un confronto preventivo con i rappresentanti della Lega, ha ulteriormente alimentato il malcontento. Per alcuni dirigenti di Serie A, l’ex schermitrice rappresenterebbe infatti “un corpo estraneo alle dinamiche del pallone”, proprio perché proveniente da un mondo sportivo diverso da quello calcistico.

Malagò e Maldini, un rapporto sempre più complicato

La vicenda Bianchedi arriva inoltre in un momento particolarmente delicato per Giovanni Malagò, già al centro di altre discussioni legate alle scelte effettuate per la nuova Nazionale. Il presidente della FIGC deve infatti fare i conti anche con le conseguenze dello strappo con Paolo Maldini. L’ex capitano e dirigente del Milan ha accusato pubblicamente Malagò di non aver rispettato gli accordi precedentemente raggiunti, contribuendo ad allontanare ulteriormente le parti.

Il confronto chiarificatore che Malagò aveva immaginato dopo le vacanze appare quindi sempre più difficile da organizzare. Il presidente della FIGC, secondo quanto emerso nelle ultime ore, sarebbe rimasto particolarmente colpito e dispiaciuto dalle parole di Maldini. Quello che avrebbe dovuto essere un rapporto di collaborazione sembra invece essersi trasformato in uno scontro pubblico.

La nuova FIGC parte tra le polemiche

La nomina di Diana Bianchedi rischia così di diventare molto più di una semplice scelta organizzativa. Il caso mette infatti in evidenza le difficoltà della nuova FIGC nel trovare un equilibrio tra il mondo del calcio, le istituzioni sportive e gli interessi dei club. Malagò ha scelto di imprimere una direzione precisa alla Nazionale, puntando su Roberto Mancini, Claudio Ranieri e ora su una figura proveniente da un’altra disciplina come Bianchedi.

Una strategia che nasce dalla volontà di cambiare approccio e di avvicinare il calcio al resto dello sport italiano. Il problema è che la cosiddetta rivoluzione culturale rischia di partire con uno scontro istituzionale. Da una parte la FIGC difende la legittimità della propria decisione, dall’altra il CONI vuole verificare che non ci siano incompatibilità. Nel mezzo c’è una Lega Serie A che avrebbe voluto essere maggiormente coinvolta nelle scelte sulla Nazionale e che guarda con crescente attenzione alle mosse del nuovo vertice federale.

E sullo sfondo resta il rapporto ormai compromesso con Paolo Maldini. La nuova era della Nazionale è dunque appena cominciata, ma le prime settimane della gestione Malagò sono già caratterizzate da tensioni, divisioni e interrogativi istituzionali. La scelta di Diana Bianchedi avrebbe dovuto rappresentare il simbolo di un nuovo corso: ora rischia di diventare il primo banco di prova della sua effettiva capacità di cambiare il calcio italiano.

Paolo Maldini, Leonardo, Giovanni Malagò e Ezio Simonelli - MilanPress, robe dell'altro Diavolo
Paolo Maldini, Leonardo, Giovanni Malagò e Ezio Simonelli – MilanPress, robe dell’altro Diavolo
Giovanni D'Avino
Giovanni D'Avino
Giornalista pubblicista dal 2016, sono praticamente nato con la passione per il giornalismo ed il calcio, soprattutto quello a tinte rossonere. Mi occupo di Milan dal 2012, attualmente sono Coordinatore di redazione di MilanPress.it e collaboro anche con il sito SportCampania.it.

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