Importanti sviluppi nel procedimento giudiziario nato dall’inchiesta “Doppia Curva“. Stando a quanto riferisce Sport Mediaset, infatti, Luca Lucci, ex leader della Curva Sud del Milan, ha presentato un’istanza di concordato in appello per ottenere una riduzione della pena a 8 anni di reclusione. La richiesta ha ricevuto il via libera della Procura Generale di Milano per l’accusa principale di associazione per delinquere.
Lucci punta alla riduzione della pena: resta aperto il capitolo tentato omicidio
La richiesta è emersa durante la prima udienza del processo davanti alla Terza Sezione della Corte d’Appello di Milano, nell’ambito del filone principale con rito abbreviato scaturito dalla maxi inchiesta della DDA di Milano, della Polizia e della Guardia di Finanza denominata “Doppia Curva”. In primo grado Lucci era stato condannato a 10 anni di reclusione come presunto capo dell’associazione per delinquere che, secondo l’accusa, gestiva la Curva Sud milanista. Con il concordato in appello la pena complessiva verrebbe ridotta a 8 anni.
L’accordo prevede la rinuncia ai motivi di impugnazione presentati dalla difesa, ad eccezione dell’accusa di tentato omicidio. Secondo i legali di Lucci, la nuova pena sarebbe proporzionata rispetto a quelle inflitte agli altri imputati ritenuti subordinati all’interno dell’associazione e anche rispetto alle condanne emesse nei confronti degli ultras interisti, aggravate dall’accusa di favoreggiamento mafioso.
Gli altri concordati e le novità sull’inchiesta “Doppia Curva”
Anche altri imputati hanno scelto la strada del concordato in appello. Alessandro Sticco ha chiesto una pena di 3 anni e 10 mesi, mentre Islam Hagag ha avanzato una richiesta pari a 2 anni e 10 mesi. Tra gli imputati figurano inoltre Giuseppe Caminiti, ritenuto dagli investigatori vicino alle cosche della ‘ndrangheta, oltre agli ultras Renato Bosetti, Fabiano Capuzzo, Luciano Romano e Matteo Norrito. Complessivamente, sette imputati hanno presentato richiesta di concordato in appello per il reato associativo; l’unico a non aver seguito questa strada è proprio Caminiti.
L’inchiesta “Doppia Curva”, avviata nel settembre 2024, aveva portato all’arresto di numerosi esponenti delle curve di Milan e Inter. Nel giugno 2025 il GUP Rossana Mongiardo aveva emesso 16 condanne per un totale di quasi 90 anni di reclusione. Diversi imputati, tra cui gli ex capi della Curva Nord interista Andrea Beretta e Marco Ferdico, oggi collaboratori di giustizia, hanno invece rinunciato all’appello.
Il caso Anghinelli resta fuori dal concordato
Il concordato richiesto da Luca Lucci e dal suo ex vice Daniele Cataldo non riguarda il procedimento per il tentato omicidio dell’ultrà milanista Enzo Anghinelli, avvenuto nel 2019. Proprio nel corso dell’udienza è stato depositato un nuovo verbale dell’inchiesta, dal quale emerge che Cataldo avrebbe ammesso il proprio coinvolgimento nell’agguato. Le sue dichiarazioni si aggiungono a quelle già rese nei mesi scorsi dagli ex dirigenti della Curva Nord Andrea Beretta e Marco Ferdico, entrambi diventati collaboratori di giustizia.
La Corte d’Appello dovrà ora pronunciarsi sulle richieste di concordato nelle prossime udienze, a partire dal 17 settembre. Se accolte, le nuove pene sostituiranno quelle inflitte in primo grado limitatamente ai capi d’imputazione interessati dall’accordo, mentre il procedimento relativo al tentato omicidio proseguirà autonomamente.


