Capello: «Amorim? Mi aveva convinto a Lisbona, ma è una scelta tutta lasciata al caso»

La Gazzetta dello Sport ha dato voce all’opinione non ottimale di Fabio Capello sul profilo di Ruben Amorim. Cosa non va nella scelta del Milan?

C’È TANTA CONFUSIONE SOCIETARIA

«Ho sentito tantissimi nomi, tutti diversi tra loro. Nazionalità, stile di gioco, idee. Credo sia il manifesto della confusione che aleggia in casa Milan. L’Amorim visto a Lisbona mi aveva convinto, certo si deve considerare anche il disastro fatto a Manchester. Non so, mi sembra un po’ tutto lasciato al caso».

«Dovranno spiegargli che il Milan è un club con una storia da onorare e rispettare. E che bisogna portare risultati all’altezza. Allo United non è riuscito a entrare nella testa dei giocatori, al Milan dovrà riuscirci. Poi, la differenza la faranno anche gli uomini che avrà a disposizione. Posso dire che è un salto nel vuoto per entrambi. I rossoneri prendono un allenatore che non conosce il campionato e lui… deve riscattarsi dopo un’esperienza fallimentare».

«Auguro ad Amorim di tornare quello dello Sporting. Dovrà avere coraggio, imporsi e far valere le sue idee. Penso che poi servano acquisti all’altezza del Milan per tornare competitivi: mi aspetto un centrale di difesa, una mezzala, un esterno sinistro e un centravanti. Non bisogna spendere tanto per farlo, servono grandi giocatori per ritornare a vincere. Resta un dubbio: con chi parla Amorim? Mi sembra ci sia un bel po’ di confusione sui ruoli…».

«Krosche e Hardum? Penso che pasteggeremo con la birra e chiuderemo il pasto con un buon Porto! Scherzi a parte, non ho un’opinione chiara perché non li conosco. Mi sorgono un po’ di dubbi dal momento che si dovranno ambientare e sbarcheranno su un pianeta nuovo. Chissà. Lasciatemi avere qualche perplessità, almeno per ora».

«Leao resta? Non so, soprattutto dopo le dichiarazioni fatte negli ultimi giorni. Penso che indipendentemente da chi ci sia in panchina Rafa debba tornare quello di due anni fa. Deve lavorare sulla testa e sul suo atteggiamento. Se non cambierà, la storia sarà sempre la stessa. Al Milan ma anche da un’altra parte. Modric deve restare, pure senza Champions. È un esempio, una guida per tutta la squadra. Anche per l’allenatore può essere fondamentale. Servirà a tirare fuori il meglio dagli altri suoi compagni. I leader sono cosi, maestri e riferimenti. Lui è serissimo, intelligente e completo. Il Milan ripartirà anche da lui».

Milan: Rafael Leao, Luka Modric (Photo Credit: Fabrizio Carabelli / IPA Sport / IPA via IPA Agency)
Milan: Rafael Leao, Luka Modric (Photo Credit: Fabrizio Carabelli / IPA Sport / IPA via IPA Agency)

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