Il nuovo Milan inizia a delinearsi: il prescelto per la panchina rossonera è Ruben Amorim. Il tecnico portoghese è atteso a Milano per completare gli ultimi passaggi e firmare il contratto che lo porterà a raccogliere l’eredità di Massimiliano Allegri.
La scelta dell’allenatore rappresenta il primo tassello della nuova era, anche se resta da definire il ruolo del direttore sportivo e l’intera struttura tecnica. In attesa dei prossimi movimenti societari, però, La Gazzetta dello Sport ha provato ad immaginare quali giocatori della rosa attuale possano adattarsi meglio alle idee del nuovo tecnico.
La rivoluzione tattica: spazio al 3-4-2-1 e al 3-4-3
Amorim ha costruito la propria identità attraverso due sistemi principali: il 3-4-2-1 e il 3-4-3. Moduli che richiedono grande dinamismo, esterni capaci di coprire tutta la fascia e giocatori offensivi mobili.
La filosofia del portoghese è piuttosto riconoscibile: grande aggressività, sviluppo verticale e principi tattici ben definiti. Il sistema può cambiare nelle interpretazioni, ma resta ancorato a determinati concetti.
Pavlovic può diventare un pilastro
Tra i giocatori che potrebbero trarre maggiore beneficio dall’arrivo di Amorim c’è sicuramente Strahinja Pavlović. Il difensore serbo è cresciuto molto sotto la gestione Allegri, soprattutto nella sicurezza difensiva e nella capacità di accompagnare l’azione offensiva. In una difesa a tre potrebbe trovare un contesto ideale per continuare il proprio percorso di crescita.
I dubbi riguardano invece gli altri centrali: il sistema di Amorim richiede difensori molto abili nella costruzione dal basso, capaci di iniziare il gioco con qualità. In questo senso potrebbero servire nuovi innesti, mentre il futuro di Fikayo Tomori resta da valutare.
Gli esterni diventano fondamentali: occasione per Saelemaekers
Nel calcio di Amorim un ruolo decisivo è affidato ai cosiddetti “quinti”, cioè gli esterni di fascia. Devono creare superiorità numerica, spingere in avanti e in alcune situazioni trasformarsi quasi in attaccanti aggiunti.
Per caratteristiche, uno dei giocatori che potrebbe trovarsi bene è Alexis Saelemaekers: intensità, corsa, capacità di attaccare l’uomo e disponibilità al lavoro in entrambe le fasi.
Più complesso invece l’adattamento di profili come Davide Bartesaghi, che potrebbe dover modificare il proprio modo di interpretare il ruolo.
Jashari e il rebus del centrocampo
La mediana resta uno dei reparti più difficili da decifrare. Tra i profili che potrebbero avere maggiore margine di crescita con Amorim c’è Ardon Jashari.
Il centrocampista svizzero, per età e caratteristiche tecniche, potrebbe rappresentare un elemento interessante nel nuovo sistema, anche se il reparto necessita ancora di valutazioni e possibili interventi sul mercato.
Pulisic e Nkunku: una trequarti intrigante
In fase offensiva, la possibile presenza di due giocatori dietro la punta apre scenari interessanti. Una trequarti composta da Christian Pulisic e Christopher Nkunku potrebbe essere una soluzione molto adatta ai principi offensivi del tecnico portoghese. Mobilità, tecnica e capacità di occupare gli spazi sarebbero elementi centrali per il nuovo Milan.
Il futuro di Leao resta il grande interrogativo
Il caso più delicato resta quello di Rafael Leão. Il portoghese è stato indicato come possibile partente e il rapporto con l’ambiente sembra essersi complicato, ma il mercato potrebbe aprire scenari diversi.
Se non dovesse arrivare un’offerta convincente e Amorim riuscisse a coinvolgerlo nel progetto, il numero 10 potrebbe tornare protagonista nel 3-4-3, ritrovando una posizione più vicina alle sue caratteristiche.
Una possibilità che oggi non può essere esclusa: il nuovo allenatore potrebbe cambiare anche il destino di uno dei talenti più importanti della rosa rossonera.



[…] comunque questione di tempo attendendo le offerte de La Liga e di Premier League, ma Amorim vuole vederci chiaro con tutte le parti tirate in […]