L’ex rossonero Marco Simone ha parlato della situazione del Milan tra i problemi, l’errore di aver mandato via Maldini e il futuro. Di seguito le sue parole riportate dall’ANSA.
Simone su cosa servirebbe al Milan
«Ci vorrebbero tante cose. Il Milan non è più il Milan: lo status, la storia, il blasone, tutte componenti che non si sentono più in campo. Questo è da rettificare immediatamente, perché è da un po’ di anni che succede con troppi cambi in società, con presidenti e direttori assenti. E poi la squadra dovrebbe avere più giocatori importanti, da Milan, non solo l’attaccante. C’è solo Modric con un certo carisma, con un certo status. Servono una società e una squadra da Milan».
Se il Como merita più la Champions
«Per la qualità di gioco e per il progetto sì. Ha investito in maniera equilibrata, ma con un progetto chiaro e comprensibile. Per come stanno portando avanti la loro filosofia, meriterebbero di andare in Champions più di Milan e Juve».
Se andare in ritiro può essere la scelta giusta
«Il ritiro è sempre una scelta di prevenzione. Se devo portare la squadra in ritiro, la porto in un momento in cui c’è voglia di condividere questi ultimi 180 minuti con la serenità di andare a centrare l’obiettivo. Se, invece, deve essere un ritiro punitivo per responsabilizzare i giocatori a due giornate dalla fine, mi sembrano quelle cose forzate e un po’ mediatiche. Lo sa Allegri quello che deve fare».
Sull’aver mandato via Maldini
«Grandissimo errore non dare continuità al progetto che Paolo aveva cominciato, anche con difficoltà. Il Milan non ha alcuna identità oggi, l’ultimo che è riuscito a dargliela negli ultimi anni è stato Maldini. Rappresenta e incarna il Milan: manca il senso di appartenenza. Il Milan ha vinto sette Coppe dei Campioni e le ha alzate tutte la famiglia Maldini. Anche se fosse incompetente, e non è questo il caso, Maldini lo lascerei lì solo perché è Maldini. Invece gli incompetenti continuano a comandare anche le squadre di calcio, come il Milan. E questo è assurdo».


