Curiosità. Massimiliano Allegri non segue una partita di Champions League da allenatore dal dicembre 2022. Forse è passato un po’ troppo tempo per lo specialista: negli ultimi dieci campionati conclusi in Serie A ha sempre raggiunto almeno il quarto posto sul campo, anche se nel 2022-23 la penalizzazione inflitta alla Juventus fece scivolare la squadra dal terzo al settimo posto (e in quell’occasione esultò il Diavolo). L’analisi sulla situazione è della Gazzetta dello Sport.
SERVE QUALCOSA IN PIÙ
Al Milan il tecnico livornese ha già vissuto stagioni complicate: dopo lo scudetto del 2010-11 e il secondo posto dell’anno successivo, riuscì a centrare una storica rimonta nel 2012-13 culminata a Siena. Oggi la situazione è nuovamente delicata, con la corsa europea ancora aperta nonostante per molti fosse già da chiudere da troppo tempo, dato il netto vantaggio sulle avversarie. Per i rossoneri il ritorno nella coppa dalle grandi orecchie è fondamentale, sia per rendere un po’ meno amara l’annata per i tifosi sia per la gestione della società: garantirebbe stabilità economica, maggiore forza sul mercato e continuità al progetto tecnico, cosa non scontata. Inoltre permetterebbe ad Allegri di prolungare automaticamente il contratto fino al 2028 e tornare finalmente a vivere le notti europee a San Siro, roba che per lui manca da più di una decade.


