Rafael Leao si conferma un giocatore profondamente divisivo per il pubblico milanista, che negli ultimi anni si è spaccato tra chi lo sostiene senza riserve e chi invece lo critica duramente. Dopo i fischi dell’ultima uscita a San Siro, quella contro l’Udinese, questa volta il 10 si è guadagnato una reazione mista. Lo sottolinea la Gazzetta dello Sport.
UNA BUONA PRESTAZIONE, MA…
La partita contro la Juventus offre un esempio emblematico di questa doppia percezione. Al 36′ minuto del secondo tempo, quando Allegri decide di sostituirlo con Nkunku, una parte consistente di San Siro reagisce con malamente, sebbene si tratti di un vociare più basso rispetto ad altre occasioni recenti.
Subito dopo, però, emerge l’altra faccia del tifo rossonero: il portoghese, costretto a uscire dal lato opposto del campo, riceve diversi applausi da vari settori dello stadio, quasi in risposta ai fischi iniziali. Il giocatore mantiene un atteggiamento neutro, senza reagire né alle critiche né al sostegno. Una volta raggiunta la panchina, riceve il saluto del Mister con un cinque. Tra i due scorre buon sangue, e si vede.
La sua partita è al limite del…normale. Leao continua a mostrare difficoltà legate a una condizione fisica precaria, dovuta alla pubalgia che lo limita da settimane. Nonostante ciò, la sua prova è stata giudicata dignitosa e impegnata dallo staff meneghino e dagli addetti ai lavori.
Ha subito un fallo duro, tentato giocate ambiziose e creato occasioni importanti, tra cui un assist potenziale sprecato da Bartesaghi e un’azione decisiva per Saelemaekers, conclusa però sulla traversa. Con ancora quattro partite disponibili, Leao punta a chiudere la stagione raggiungendo la doppia cifra di gol. Per lui sarebbe il minimo.



[…] pretende qualcosa in più dal numero 10, ma dai fischi dell’Udinese si è passati alla reazione mista della gara contro la Juventus. Non sarà un momento facile, ma i tifosi fanno a capire le sue […]
[…] la visione delle altre squadre di serie A, spesso non si discosta tanto. Per un giocatore come Leão, che esprime il meglio proprio negli spazi lunghi e nelle transizioni, questo si traduce in meno […]