Nelle scorse settimane, erano emerse alcune indiscrezioni secondo le quali l’ex amministratore delegato, tra le altre, del Milan, Marco Fassone, avrebbe avuto mandato di -promuovere tra investitori esteri il dossier di cessione del Torino. Fassone, che ora svolge il compito di consulente e advisor di grandi investitori e fondi internazionali interessati a investire nel calcio in europeo, soprattutto con base in Medio Oriente e negli Stati Uniti, ha smentito tutto in un’intervista a Radio Sportiva.
Le parole di Fassone
«Ho letto anche io queste indiscrezioni, ero all’estero e mi sono svegliato con il telefono intasato. Nel mio lavoro attuale faccio da consulente o advisor a molti soggetti interessati a investire nel mondo del calcio in Europa e alla fine del 2025 uno dei miei clienti mi aveva chiesto di fare un’esplorazione approfondita sul Torino, ma è finita lì. RedBull? No, erano altri clienti. Al momento non c’è niente di concreto, non ho nessun mandato e nessun cliente che mi ha chiesto di ragionare concretamente sul Torino.
La Serie A, così come la seconda divisione del calcio inglese, è il campionato su cui si calamitano le attenzioni più importanti. Abbiamo un rapporto qualità-prezzo che è molto favorevole e soprattutto siamo il Paese che presenta le maggiori opportunità europee dal punto di vista delle infrastrutture. Per un investitore che arriva, c’è tutta la parte infrastrutturale, dove siamo talmente indietro, che chi ha la possibilità di sistemare il club e affiancare la proprietà con delle strutture innovative può fare del buon business».


