Ecco Jashari! Cosa hanno detto i suoi 87 minuti col Lecce

È arrivata finalmente l’occasione per Ardon Jashari di prendersi la scena, a San Siro, davanti al pubblico che ha desiderato tanto in estate, in un contesto favorevole per via di un avversario non di primissima fascia.

Contro il Lecce si son visti 87 minuti di sostanza e di qualità. 61 passaggi completati su 66 tentati, un paio di imbucate interessanti, una buona gestione in generale della palla e un’importante determinazione nell’andare alla riconquista della stessa.

Dopo alcune apparizioni nelle quali si era intravista la personalità ma meno la prestazione, in una serata dove i tre punti erano fondamentali, alla fine di un tour de force inedito per la stagione, il Meazza ha potuto godersi il suo acquisto più caro.

Da centrale si esprime meglio che mezzala, anche se resta la sensazione che sia il giocatore perfetto per una mediana a due. Ma non sarà probabilmente la stagione nella quale vedremo un modulo col doppio play.

Messe da parte le difficoltà di Firenze, messo da parte l’infortunio e messa da parte quell’ansia di dover dimostrare qualcosa. L’apprendistato con Modric docente può solo che far bene ad un ragazzo intelligente i cui margini di miglioramento sono comunque ancora ampi.

Forse le gare giuste per fargli prendere confidenza con la Serie A son proprio queste. In molti avevano pensato che le partite interne contro Sassuolo e Genoa delle scorse settimane sarebbe state quelle ideali per dargli minuti e fiducia, ma la visione dello staff era un’altra.

Ora in ogni caso l’importante è esser consapevoli che Jashari è un calciatore da Milan e che Allegri sia conscio del ruolo più funzionale per lui e per la squadra. Il resto lo farà la sua capacità di farsi trovar sempre più pronto. Le chiavi del centrocampo rossonero del futuro sono sue.

Milan: Ardon Jashari in conferenza stampa - MilanPress, robe dell'altro diavolo
Milan: Ardon Jashari in conferenza stampa – MilanPress, robe dell’altro diavolo

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