Samuele Ricci è passato al Milan nel luglio 2025, per una cifra intorno ai 20 milioni di euro. Il neo rossonero non ha avuto vita facile dall’inizio, ma non si è mai arreso o dato per vinto. È il classico centrocampista per cui Allegri ha un debole: piede educato, tatticamente molto intelligente, giovane e di carattere.
I numeri di Ricci al Milan
Finora, comunque, l’ex capitano granata ha raccolto 15 presenze totali tra Serie A e Coppa Italia, di cui 8 da titolare e 7 da subentrato. Il suo scorer non è ricchissimo: Ricci ha segnato solo un gol – contro l’Atalanta – e fornito due assist. Nonostante ciò, ha già raggiunto gli stessi numeri della scorsa stagione, giocando però 36 partite.
Il punto non sono tanto i numeri, quanto le prestazioni, spesso un pò anonime. Allegri non è ancora riuscito a tirar fuori dal suo centrocampista quel carattere che ha dimostrato indossando la fascia da capitano del Torino per tutta la seconda parte della scorsa stagione.
Un cambiamento da non sottovalutare
Ma come reagisce la testa quando si fa un cambiamento così importante? Passare da capitano di una squadra da metà classifica a riserva di un club che deve lottare costantemente su tutti i fronti, non è proprio la stessa cosa. L’impatto psicologico sulle tante panchine – alla quale non era più abituato – potrebbe aver influito su alcune prestazioni, come detto poc’anzi, un pò anonime.
Anche la presenza di tre giocatori come Modric, Rabiot e Fofana, inamovibili dalla formazione titolare, può destabilizzare una riserva, oppure dare più stimoli per raggiungere o superare il loro livello. C’è da dire che per Ricci, così come anche per Jashari, quest’anno è da vivere un pò come un apprendistato.
Avere la fortuna di osservare Modric così da vicino non dev’essere altro che uno stimolo. Difficilmente il croato potrà mantenere il suo attuale minutaggio e le sue prestazioni per un altro anno, e qualcuno dovrà prendere il suo posto senza abbassare il livello (sfida non semplice).
Anche le recenti voci di mercato (lo scambio Ricci–Gatti), non saranno d’aiuto, ma per poter giocare da titolare nel Milan possono essere d’aiuto per saper reggere meglio le voci esterne. Insomma, il giocatore c’è, è connesso con il Diavolo, ma ha bisogno di tirar fuori un pò di quella personalità che forse, al momento, ha lasciato ancora a Torino.


