Arrivati quasi al giro di boa della stagione, è tempo di primi bilanci. Non per sentenziare, ma per capire cosa aspettarsi da qui alle prossime settimane, da Natale a marzo: il mese che Massimiliano Allegri indica da sempre come quello decisivo per capire a cosa una squadra può davvero ambire.
Una doppia identità
Nonostante gli ottimi passi in avanti rispetto alla passata stagione, il Milan è ancora alla ricerca di sé stesso, della sua identità. Nelle prime quindici giornate di campionato, il Milan di Allegri ha mostrato due volti: solido e maturo contro le grandi; fragile e intermittente contro le piccole. Un dettaglio tutt’altro che secondario, che rischia di pesare non tanto sulla corsa Champions – oggi ampiamente alla portata – quanto sulle ambizioni legate allo scudetto numero venti.
Le feste, intanto, non porteranno tregua. Altro che pausa natalizia: quattro partite in quindici giorni – Verona, Cagliari, Genoa e Fiorentina – prima del recupero contro il Como. Un ciclo che dirà molto sulla reale capacità del Milan di crescere anche lontano dai riflettori dei big match.
Cosa c’è sotto l’albero?
E dunque oggi, Max, cosa c’è sotto l’albero? Allegri ha restituito al Milan una squadra più solida, più convinta, più unita rispetto alla passata stagione. Gli innesti di esperienza come Modric e Rabiot hanno alzato il livello qualitativo e dell’attenzione. I numeri raccontano una realtà incoraggiante: 32 punti, a una sola lunghezza dalla vetta occupata dall’Inter, appaiati al Napoli.
Ma il regalo vero non è ancora stato scartato. Manca ritrovare continuità difensiva, trasformare le occasioni in gol e, soprattutto, imparare a vincere anche contro chi sulla carta risulta inferiore. È lì che passa il salto di qualità. Allegri lo sa. E sotto l’albero, più che un pacchetto luccicante, aspetta un segnale: la maturità definitiva del suo Milan.


