Senza Luka Modric è un altro Diavolo. Lo sottolinea giustamente il Corriere dello Sport, perché il Pallone d’Oro in panchina vuol dire sconfitta. È successo contro la Lazio in Coppa Italia, è successo contro il Napoli in Supercoppa Italiana.
Il croato è arrivato a Milanello non per essere un campione a tempo pieno, ma per allevare le future generazioni rossonere. Eppure, per il suo carisma e per la sua qualità, resta insostituibile nonostante l’età e il fisico che potrebbe tradirlo a livello di resistenza.
Il numero 14 non è solo un leader tecnico, ma anche morale. E quando non c’è in campo si sente: il Milan dipende dalla sua impostazione di gioco e dalla sua verve. Da recupera palloni a regista, Modric è davvero il motore della formazione di Allegri. In campionato ha sempre giocato dal primo minuto e ha perso solo una volta, contro la Cremonese alla prima giornata, quando il Diavolo non era ancora quello di oggi.
Contro il Verona il Mister lo schiererà di nuovo titolare, poi da gennaio sarà ancora più semplice la sua gestione: non avendo competizioni esterne, il Milan deve dare il tutto per tutto una sola volta a settimana. E ci si augura che Modric sia sempre presente.



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