Via due competizioni in pochissimi giorni. È un Milan destinato a lottare per le prime quattro posizioni della Serie A quello targato Massimiliano Allegri, perché la rosa corta ha portato a determinati risultati. Il Diavolo da qui a fine maggio avrà solo un impegno, quello del campionato: la Coppa Italia e la Supercoppa Italiana sono progetti futuri, i meneghini sono un cantiere aperto.
Nella prima stagione dal rientro a Milanello del tecnico livornese, spesso si è parlato di quello che è un vero e proprio problema perenne. Se non ci sono i top, le riserve non riescono a dare le stesse garanzie dei titolari. È successo all’Olimpico, contro la Lazio, ed è successo all’Al-Awwal Park, contro il Napoli.
Il Mister ha schierato dall’inizio in entrambe le gare le prime scelte oltre i fedelissimi, ma i risultati sono stati due eliminazioni dolorose ma, purtroppo per la mentalità che si vuole instaurare, accettabili. Il primo pensiero va nel reparto offensivo, ma c’è di più. Se manca Leao, Nkunku non è di certo pronto a prendersi la squadra sulle spalle. E Pulisic ne risente. A centrocampo Jashari ha avuto il suo perché, ma sembra ancora molto timido nel cercare l’intuizione giusta: Modric a gara in corso non ha potuto aiutare come sperato. Estupinan è un po’ banale nelle giocate, mentre Bartesaghi ci prova. Infine, De Winter si fa scappare troppo facilmente il portatore in dribbling.
I nomi citati possono essere ricondotti sia al k.o. contro la Lazio, sia a quello contro il Napoli. Sia chiaro, non è mai colpa delle individualità. Purtroppo, con i pochi ricambi a disposizione, Allegri fa di necessità virtù…e manda un messaggio alla società: Il cambio Athekame-Saelemaekers a Riyadh è stato un segnale di resa a venti minuti ed oltre dalla fine del match.
Ora, con un solo torneo da affrontare da qui a sei mesi c’è da stare attenti: senza ostacoli settimanali e con l’idea di rafforzare la rosa numericamente a gennaio, il Milan farebbe una figuraccia a non qualificarsi almeno per la prossima edizione della Champions League. Rimane, però, il rimpianto di non essere andati avanti in nulla nella stagione 2025/26.


